Oggi a Verona c’era un bel sole fuori dalla Fiera dove dentro invece si affrontava la seconda giornata dell’Automotive Dealer Day con dati sicuramente poco incoraggianti per i concessionari aauto e tutta la filiera automotive.
Romano Valente, direttore dei distributori esteri della Unrae ha ricordato che negli ultimi tre anni l’Italia ha perso la stessa cifra dell’intermo mercato olandese! Secondo i dati dei distributori di auto estere a loro forniti dallo stesso Ministero dei Trasporti i giovani sono sempre meno affezionati all’auto tanto da passare dal 14% del mercato (da 18 a 29 anni) al 9 per cento, confermando che l’Italia è un Paese per vecchi automobilisti con i “sopra 45” che salgono dal 46% al 57% in appena due anni!
I privati comprano sempre meno vetture con un calo del 22,8% nel 2012 e del 12,2% nei primi mesi del 2013 portando a crescere ulteriormente l’età media del parco circolante tanto che fra i 35 milioni di vetture circolanti in Italia oltre dieci e mezzo sono Euro 0, Euro 1 ed Euro 2 (quasi un terzo del totale!) a cui si aggiunge un’altro 21% di Euro 3 che non sono proprio il massimo… Unrae chiede al Governo Letta di rilanciare i consumi, riducendo le tasse su famiglie ed imprese, rivedendo la fiscalità ben poco europea delle vetture aziendali e togliendo il Superbollo che ha fatto solo danni al mercato del lusso, praticamente decimato da Monti e dai suoi “tecnici”…
Grande realismo anche da parte di Filippo Pavan Bernacchi, a capo dei concessionari auto riuniti sotto la sigla di Federauto che non può purtroppo vedere molto rosa nei prossim i mesi. In 5 anni il mercato delle quattro ruote ha perso il 44%, i bus il 52%, i camper il 68% ed i veicoli industriali il 62%… Filippo Pavan Bernacchi ha chiesto al nuovo Governo di smettere di far grandinare sul mondo automotive, ricordando che l’aver strozzato l’automotive ha portato a perdere 3 miliardi di euro di entrate fiscali. Il presidente di Federauto ha dichiarato che siamo ancora dentro un tunnel da cui non si vede ancora la luce e che bisogna attrezzarsi per sopravvivere dato che l’uscita dalla crisi richiederà diversi anni .