Maggio 2013 piovoso anche per il mercato auto che perde ancora l’8%, ma come ci ricorda il Centro Studi Promotor mostra anche segnali di ripresa rispetto ai primi 5 mesi del 2013 a partire dall’essere tornati ad una flessione ad una cifra anzichè due. In sintesi sì è passati da 147.942 vetture del maggio 2012 alle 136.129 del maggio 2013.
I concessionari di federauto invocano immediati aiuti per salvare una categoria oggettivamente massacrata dalla crisi e dalla stessa politica ed anche il presidente di Missione Mobilità, Pierluigi Bonora, chiede che il ministro Zanonato non si fermi ad incontrare Sergio Marchionne della Fiat ma anche tutta la rimanente filiera automobilistica, ricordando che il Gruppo italiano rappresenta il 30% del mercato italiano e non il 100%.
Sul versante motorizzazioni il Diesel perde vendite (-4,5%) ma resta la scelta più amata dagli italiani col 53,39%, seguito dal benzina (-13,3%) al 31,75%. Al terzo posto abbiamo il GPL a quasi il 9% ma a maggio perde ancora colpi con un calo del 20% rispetto al maggio 2012. In su invece il metano che arriva al 5% delle vendite così come le ibride e le elettriche che crescono a tre cifre ma su numeri assoluti ancora modesti: 1450 vetture ibride e 118 auto elettriche.
Sul piano dei segmenti più richiesti notiamo una tenuta delle sole utilitarie grazie alle tante novità presentate in questo ultimo periodo con un +1,76%. Tutte le altre sono sotto con le piccole a -5,44% e le medie a -8,70% . Profondo rosso invece per le medie superiori, superiori ed alto di gamma con cadute che vanno dal 28 al 30% confermando che le manovre fiscali contro le flotte (detraibilità ridicola rispetto agli altri paesi europei) e le vetture di lusso con i controlli fiscali ai limiti della gogna hanno portato gli automobilisti ad un pesante dowsizing tanto che Mercedes registra un ottimo +8,85%, che si basa però sulle compatte novità delle classi A e B con le serie C, E ed S relegate al lumicino.
Venendo al tipo di carrozzeria, le protagoniste sono le monovolumi piccole con un +70% insieme alle crossover ancora in crescita tanto da raggiungere quasi il 10% della quota di mercato, sempre dominato dalle berline con il 60%. Coupè e Monovolumi grandi hanno invece subito un ulteriore tracollo dimezzando le vendite!
Il lusso poi continua la sua caduta libera per colpa di una vera propria caccia alle streghe che associa automaticamente i proprietari di vetture di lusso o di beni preziosi ad evasori o persone sospette, a differenza che negli USA o nel resto del mondo dove la ricchezza è vista positivamente e non con invidia.
Risultato? Per esempio Porsche Italia ha visto passare le vendite da 420 a 208 unità con un crollo del 50,48% che non significa solo 200 benestanti in meno a bordo di una vettura di Stoccarda ma soprattutto meno lavoro per concessionari, venditori ed operai in officina che se non cambiano olio e ricambi rischiano il posto…!
La speranza è ora che a giugno la flessione sia ancora più leggera in attesa di cogliere la ripresa della seconda parte dell’ann,o che non si potrà però cogliere se la classe politica non si sveglierà dal torpore e comprenderà che vendere 2 milioni di auto anzichè 1,2 significa incassare più di 3 miliardi di sola IVA…!