Mercato Auto marzo 2013 a -4,9% ma Fiat fa +13,76% e Ford -15,25%

Nel marzo 2012, il mercato auto pagò duramente lo sciopero delle bisarche, i camion che trasportano le auto, tanto che molti speravano che marzo 2013 potesse portare finalmente un segno positivo davanti al dato complessivo, ed invece ci siamo fermati ad un -4,90% che conferma il momento molto difficile dell’auto in Italia. Con marzo si chiude anche il primo trimestre 2013 con una flessione del 13% ma non tutte le case stanno seguendo lo stesso trend. Fiat, la marca più venduta in Italia ha portato la sua quota di mercato nel primo trimestre dal 19,28% al 21,89 con un marzo da incorniciare in cui ha registrato un +13,76%.

Volkswagen, seconda marca per vendite in Italia si è difesa con la nuova Golf ed la UP più una Polo sempre molto apprezzata stando più o meno in linea con il mercato e conquistando l’importante posizione di prima marca straniera in Italia poichè la marca che più sta affondando in questo periodo è la Ford che non solo ha perso più di 10.000 vendite in appena tre mesi ma pure la seconda posizione con una incredibile quota di mercato scesa dall’8,21% al 6,44% .

A leggere questi numeri, sembra che la politica di Sergio Marchionne di resistere dentro i bunker senza tirare fuori troppe novità (l’unica è in verità la nuova Panda) puntando sui margini che offrono le auto già ammortizzate e giocando al meglio il trend a favore di GPL e metano dove Fiat non teme confronti. da una parte quindi troviamo una Ford super impegnata a sfornare novità come la Fiesta facelift, Ford B-Max, Focus facelift, nuova Kuga promosse forse con una comunicazione che non ha convinto gli automobilisti che forse alla chiave intelligente preferiscono una vettura che fa un pieno con 10 euro di metano… La crisi morde sugli italiani, ma anche da noi le tre marche premium tedesche Audi, Mercedes e BMW hanno migliorato le loro quote di mercato performando meglio del mercato e soprattutto Mercedes con la nuova Classe A e la BMW con le Serie 1 e 3 più i crossover compatti sono riuscite a perdere veramente poche unità anche se il loro mix è stato rivoluzionato a favore delle loro auto compatte mentre sportive ed ammiraglie sono praticamente scomparse.

Il mercato sta premiando fondamentalmente le alimentazioni a metano e GPL ospitate su vetture di dimensioni compatte con preferenza verso le carrozzerie crossover e monovolumi. L’extra lusso sta facendo furori in tutto il mondo tanto che Porsche, Lamborghini, Bentley, Rolls Royce, Maserati, Ferrari presentano i migliori fatturati ed utili della loro storia, ma in Italia sono praticamente scomparse, tanto che neppure con il recupero delle bisarche, gli investimenti in comunicazione e la presenza di una gamma sempre più fresca la Porsche in Italia ha perso anche a marzo più del 30%  ed il 35% nel primo trimestre passando da 1.27 a 724 vendite che sono davvero poche per una filiale importante come Porsche Italia.

Non resta che sperare su un secondo trimestre che stabilizzi la situazione in attesa della timida riprsa annunciata per la seconda parte dell’anno che deve essere però sostenuta dalla politica che anzichè massacrare il settore con tasse e burocrazia deve finalmente capire che l’automotive è una risorsa per il Paese e non un male da estirpare. Il Governatore della Puglia, Niki Vendola, non può paragonare l’auto al demonio o quasi e poi lamentarsi che la nipponica Bridgestone lasci a casa 1.000 operai perchè non si vendono più auto in Italia.

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