Formula E: gran business, nomi prestigiosi, ma ancora poca autonomia

Dopo il Gran Premio di Roma merita fare il punto sulla Formula E che sta conquistando soprattutto le tedesche Audi, BMW, Smart, Mercedes e Porsche che vogliono puntare sulle competizioni elettriche per costruirsi una immagine eco anche se l'E-prix italiano è stato vinto dalla francese DS ! Tesla invece resta fuori pensando ai razzi ed all'energia solare...

Formula E è davvero una formula di promozione per le vetture elettriche o semplicemente un ottimo affare degli organizzatori che hanno calamitato i maggiori brand automobilistici internazionali in cerca di una nuova immagine ecologica ed elettrica? Tutti pazzi per la Formula E anche in Italia grazie all’arrivo della tappa romana che ha fatto innamorare la stessa Sindaca Virginia Raggi che ora guida prevalentemente una vettura elettrica (la nuova Nissan Leaf) e che ha già dichiarato di voler ripetere per almeno 5 anni l’e-prix di Roma. Bene e magari pensate anche a qualche colonnina elettrica in più.

La Formula E sembra aver raggiunto il miracolo di aver ottenuto più spazio della stessa Formula 1 facendo finalmente parlare di trazione elettrica spinti anche dai Team presenti e futuri che sicuramente sono più importanti di quelli che ora attira la F1 di proprietà statunitense.

Agli ideatori della Formula E vanno riconosciuti moltissimi apprezzamenti specialmente di aver avuto il coraggio di organizzarla in tempi in cui la parola elettrico era davvero all’inizio della storia. Lo sviluppo della Formula E è nato per dimostrare che si poteva correre non solo in circuiti tradizionali ma addirittura nei centri delle maggiori metropoli internazionali come Parigi, New York e Roma offrendo dirette televisive avvincenti… se le monoposto potessero viaggiare senza problemi di autonomia!

Anche se non davanti al Colosseo ma all’EUR, la FE è sbarcata a Roma, calamitando grande attenzione e grandissimi sponsor e Team sempre più importanti che oggi rappresentano le migliori case mondiali con l’annuncio di ingressi sempre più prestigiosi tra cui la stessa BMW e Porsche che segue quindi la cugina Audi. Chi poi non partecipa con monoposto si prenota per le gare di contorno che oggi sono un problema visto che qualifiche e gara non reggono l’intera giornata e quindi ben vengano i trofei monomarca elettrico di Seat e Smart per fare due nomi…

Noi stessi abbiamo avuto la fortuna di assistere a una gara svoltasi due anni fa a Parigi sotto la Tour Eiffel con tante luci ma anche diverse ombre che il prossimo regolamento inizierà a eliminare. La Formula E dimostra la potenzialità della trazione elettrica ma mette in luce uno degli aspetti più critici e che i detrattori portano ad esempio della debolezza delle vetture elettriche: la scarsa autonomia! Pare quasi che talmente presi a raccogliere sponsorizzazioni gli organizzatori si siano dimenticati dello spettacolo e di puntare sui punti di forza del motore elettrico rispetto al termico: dalle emissioni zero al silenzio fino alla piacevolezza di guida offerta dalla coppia infinita che noi stessi stiamo verificando da oltre 30.000 km viaggiando molto spesso in auto elettrica.

Fare un regolamento che prevede vetture con una buona potenza massima (200 kW) ma con consumo massimo consentito durante la gara di appena 28 kWh fa capire che non basta un miracolo per far più di 20 minuti da ragioniere più che da pilota pur avendo monoposto che possono raggiungere velocità di punta di 230 orari e scattare da 0 a 100 in 3 secondi. Fare una gara in cui si sa già che bisogna cambiare monoposto a metà gara significa dimostrare quanto poco autonome siano le vetture elettriche. Per fortuna che il prossimo anno il consumo massimo consentito durante la gara passerà a 54 kWh che restano sempre pochini se pensate che il modello base della Tesla Model S per fare un Vicenza – Milano e ritorno rispettando i limiti ne consuma il doppio!

La speranza è che si possano ridurre i numeri di giri e la durata della gara per poter assistere a battaglie davvero elettriche piuttosto che tattiche poco spettacolari, oppure si tolga il tappo dei consumi che se è vero che portano ad un’ottima ricerca e sviluppo dall’altra stanno strozzando un campionato ancora in erba… Ben venga quindi la promozione elettrica cercando di creare maggiore spettacolo e vivacità senza essere costretti a sperare in qualche toccata per vedere un po’ di scintille in pista.

Nel 2018 la Formula E sta raccogliendo i frutti della sua lungimiranza e dal 2019 dovrà dimostrare che ci si può divertire con l’elettrico non solo guidandola tutti i giorni in strada, ma anche nei circuiti cittadini senza rumore, senza puzza ma con tanta adrenalina altrimenti si rischia di addormentarsi.

Curioso poi osservare come le marche francesi che hanno dato una spinta fondamentale alla partenza della Formula E (Renault in testa che ha anche dominato le prime edizioni) sembra che vogliano fare un passo indietro tanto che la stessa Renault ha annunciato il suo ritiro per far entrare l’alleata Nissan così come la DS (vincitrice a Roma) ma ancora perplessa sul proseguire. Al contrario le tedesche che all’inizio erano presenti con un team privato ABT (ora partner ufficiale Audi) siano presenti o prossime ad entrare in forza entro il 2019 con Audi, BMW, Porsche, Mercedes e Smart (con un proprio monomarca) a cui si aggiunge la indobritannica Jaguar.

Certamente la presenza di tante marche tradizionali fa piacere e conferma come le leader del mercato tradizionale vogliano farsi una importante immagine elettrica al pari della stessa ENEL che dopo aver cambiato nome alla propria società deputata all’eletrico passata da Enel Drive in Enel X proprio con X diventa partner ufficiale della Formula E che è vero motivo di orgoglio per gli italiani e gli italiani che già guidano elettrico o lo faranno a breve saranno ancor più felici se arriveranno le tanto annunciate nuove colonnine fast che tardano ad arrivare creando non pochi disagi a chi vorrebbe muoversi elettricamente per l’Italia.

Enel X ha annunciato importanti investimenti ma guardando il loro sito stupisce nel vedere che non vogliono solo installare colonnine (possibilmente a carica veloce ad elevata affidabilità) ma anche vendere vetture elettriche in collaborazione con noleggiatori, inclusa la Tesla Model S. Vendano qualsiasi servizio, ma prima ENEL dovrebbe assicurare un servizio almeno basico su tutto il territorio (nel Nord Est d’Italia sono pressochè ancora assenti contro Tesla che schiera quasi 10 Supercharger con 100 collonnine da 120 kW) pensando che da fine anno arriveranno in concessionaria le prime decine di Audi e-tron, Jaguar I-Pace e Porsche Mission E che per muoversi dovranno attaccarsi alle ricariche ENEL X visto che il circuito Tesla è riservato (gratis per i clienti di Model S ed X) ai soli proprietari delle vetture statunitensi.

Tanta elettricità quindi in aria e chiudendo con la Formula E fa specie che il vero leader del settore, il più innovatore non abbia la minima intenzione di parteciparvi! Tesla Motors ritiene infatti il Motorsport una distrazione e preferisce fare ricerca e sviluppo in collaborazione con la cugina Space X specializzata in trasporti spaziali coi suoi razzi che hanno rivoluzionato il settore ritornando tutte le volte alla base senza distruggersi come capitava in precedenza. Senza dimenticare SolarCity, il maggior player di energia elettrica statunitense controllata sempre da Elon Musk, il boss della Tesla!

Fra tante luci e qualche ombra, la Formula E merita comunque un bel voto per il coraggio e l’impegno che potrà diventare un 10 e lode se saprà abbinarci pure un elettrizzante spettacolo.

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