Una giornata alla Formula E 2018 di Roma, il simbolo del futuro

Nel corso degli ultimi anni c’è un trend che sta sempre più prendendo piede nel mondo del motorsport ed è quello della Formula E. Ad oggi non c’è persona che non sappia cosa sia la questa nuova competizione e il numero di appassionati va sempre crescendo.

Cosa spinge le persone ad amare la Formula E ? Con le complesse norme della Formula 1 è sempre più difficile stare dietro ad un Gran Premio: le regole sono tante, forse troppe e ricordo ancora Marchionne quando disse che il regolamento sembrava scritto da “un branco di ubriachi” (cito testualmente).

Le regole sul motore, le regole sulla radio, le regole sulle gomme (vero disastro). Se da un lato è giusto che vi siano regole dall’altro si rischia di annichilire il ruolo del pilota, una volta elemento centrale della corsa ed oggi semplice burattino a bordo di una monoposto che ha peraltro perso molto del carisma tipico degli anni passati. La Formula E è diversa. Innanzitutto è più semplice. Vediamone alcuni aspetti elementari.

Le regole di base

Le auto, benché visivamente simili alle sorelle di Formula 1, sono meno esasperate dal punto di vista aerodinamico: questo perché si corre in circuiti cittadini che richiedono velocità meno estreme. Il motore elettrico è alimentato da una batteria da 200 KW che garantisce una percorrenza di metà gara – ovviamente a condizione di saper dosare l’acceleratore e saper gestire la ricarica in frenata.

La bravura del pilota sta appunto nell’arrivare a fine percorso con la minima quantità di energia residua. L’altra metà gara viene fatta con una seconda vettura che riparte ovviamente con la batteria carica. Ogni pilota ha quindi a disposizione due auto identiche.

Un altro aspetto che piace riguarda il fatto che la Formula E è facile da vedere: si corre in circuiti cittadini e poi il tutto è raggruppato in un unico giorno nel quale si fanno prove, qualifiche e gara. Lo spettatore raggiunge la pista con i mezzi pubblici e in un solo giorno vede tutto.

La Formula E è uno sport misto: corrono insieme uomini e donne e, cosa più importante di tutte, la Formula E è la grande palestra tecnologica dove vengono sviluppate le tecnologie che vedremo nelle auto del domani. Una volta era così anche per la Formula 1, oggi quest’ultima sviluppa principalmente aspetti che verranno riciclati nelle supercar (e solo a distanza di anni nelle auto di tutti i giorni).

La gara di Roma

La grande novità di questo 2018 sta nel fatto che per la prima volta si corre in Italia e in particolar modo è stata scelta la capitale. Il circuito realizzato a cavallo della zona EUR è stato molto tecnico e la gara è stata molto seguita, complice il tempo che ha concesso una pausa di 48 ore dalle piogge copiose scese nei giorni scorsi.

Si sono viste tante persone, tante famiglie, tanti bimbi giocare all’aperto e nelle zone attrezzate dell’area che ha incluso anche “La Nuvola” – adibita temporaneamente ad area espositiva. Sam Bird e la sua DS Virgin Racing sono i primi vincitori nella storia dell’E-Prix di Formula E 2018 e la gara ha regalato sorpassi ed emozioni senza sosta.

Quello che appare più chiaro sopra ogni cosa è che il vero successo è stato l’evento con un tutto esaurito, un grande spettacolo e tanti VIP che hanno passeggiato attraverso le auto prima della partenza. Max Biaggi, Giorgio Pasotti, Virginia Raggi, Jeand Todt (presidente della FIA), Bebe Vio, Luigi di Maio, Simona Ventura, Giorgia Meloni e il Principe Alberto di Monaco sono solo alcuni dei personaggi “illustri” che hanno passeggiato nella pit lane romana.

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