Ducati – Audi: offerta di 750 milioni di Euro

Il costruttore del Gruppo Volkswagen avrebbe presentato la sua offerta che coprirebbe anche parte dei debiti della casa di Borgo Panigale. A metà aprile scade l'opzione in favore di Audi

Ducati – Audi all’ultima curva
Ormai ci siamo. O quasi. Perché l’opzione in mano ad Audi scade a metà aprile quindi siamo in fase di contrattazione serrata e sia da Borgo Panigale che da Ingolstadt non esce una parola.
Ma numeri sì. Che sono quelli dell’offerta presentata da Audi, equivalente a 750 milioni di Euro, a fronte del miliardo di Euro richiesto da Andrea Bonomi per la vendita di Ducati, che guida il fondo Investindustrial proprietario del 70% di Ducati (il resto tra il fondo di private equity Bs con circa il 20% e il fondo canadese Hospitals of Ontario Pension Plan con circa il 7%).
A sostenerlo è il Corriere di Bologna secondo il quale l’offerta è allettante per il fondo della famiglia Bonomi.

Questione debiti Ducati
La cifra di 750 milioni di Euro dovrebbe comprendere anche i debiti di Ducati. Quanti sono? Bella domanda. Secondo l’agenzia Radiocor, ammonterebbero a oltre 800 milioni di Euro (per questo per chiudere l’operazione sarebbero stati necessari 850 milioni di Euro, per un controvalore dell’azienda di Motor Valley al netto dei debiti limitato così a €50 milioni) mentre stando a quanto affermato da un portavoce di Investindustrial è inferiore ai 200 milioni di Euro. Valore non indifferente ma pur sempre meno di un quarto.
In più c’era l’affermazione del presidente di Volkswagen, Martin Winterkorn, che a proposito dell’interesse per Ducati ed Alfa Romeo da parte del Gruppo Volkswagen aveva risposto così: “A Volkswagen piace qualsiasi cosa sia rossa , purché non siano le cifre del bilancio”, che poteva venire interpretata come un doppio riferimento ai colori delle due case oppure ad una smentita.
Gli analisti tedeschi e gli istituti di credito stanno ultimando le verifiche sull’esposizione di Ducati: quei 750 milioni di Euro potrebbero anche indicare che la quota sia in effetti inferiore ai 200 milioni di Euro come sostenuto.
Inoltre, a confermare che le trattative siano alla stretta finale, c’è la visita di una comitiva di tecnici proveniente da Ingolstadt allo stabilimento di Borgo Panigale.

Audi vende la partecipazione di Suzuki
Sempre a quanto dice il Corriere di Bologna, a rinforzare la posizione del gruppo tedesco (ma, ormai, non c’è nessun’altra parte in causa), la sua dichiarata intenzione di vendere le partecipazioni Volkswagen in Suzuki (circa il 20%).
L’operazione Ducati poi avrebbe una doppia valenza strategica: da una parte quella di entrare nel mercato delle due ruote dalla porta principale e fare concorrenza al rivale BMW. Dall’altra, permeterebbe a VW di ridurre le emissioni globali di CO2.
Ducati rappresenta al momento il 10,5% del mercato mondiale di moto sportive (+1,5 rispetto il 2010) e la sua produzione di moto desmodromiche è  apprezzata in tutto il mondo, grazie alla ricerca della perfezione sia estetica che tecnica. Ducati Motor Holding sta per chiudere il 2011 con circa 42.000 moto vendute e un fatturato prossimo ai 480 milioni di Euro (+20% rispetto al 2010).

Ducati all’Audi fa contenti tutti: sindacati e capricciosi
Quando una azienda passa da una proprietà all’altra non possono mancare le voci sindacali che invece, in questo caso, non si sono affatto sentite. Con ogni probabilità l’esperienza del modello tedesco con Lamborghini è stata soddisfacente?
Inoltre, il passaggio di Ducati ad Audi permetterebbe al fondo Investindustrial di Alessandro Bonomi di portarsi a casa una plusvalenza importante, quasi il doppio di quanto pagato nel 2006.
Infine, sarà contento finalmente anche Ferdinand Piech, che così potrà mettere le mani sul gioiellino di Motor Valley dopo esserselo fatto scappare nel 2005 per il temuto rischio di bancarotta dell’azienda bolognese, al tempo di proprietà del fondo USA Texas Pacific Group.
L’acquisto di Ducati mette le ali al “Project Eagle” voluto con tradizionale decisione da Piech. Il progetto prevede l’incorporazione di Porsche tra le auto e la sinergia tra Scania (la cui maggioranza è divisa al 37% di Gruppo VW e al 13% a Man, il resto è diviso tra diversi azionisti) e Man nei veicoli industriali.
Sono 250 i milioni di differenza tra domanda ed offerta e, una volta stabilita l’esattezza dei debiti, facile che si arrivi ad una cifra equa per tutti ed alla stretta decisiva, quella di mani, tra Martin Winterkorn e Ferdinand Piech da una parte e Alessandro Bonomi e Gabriele Del Torchio dall’altra.
Con buona pace degli indiani di Mahindra ed i tedeschi di Mercedes, i quali forse dovranno rivedere gli accordi con Ducati Corse riguardo l’accordo biennale tra il Team Ducati MotoGP e AMG, in scadenza alla fine della stagione 2012 e che ha visto la creazione incrociata di alcuni modelli, come il Ducati Diavel AMG e la Mercedes SLK 55 AMG Streetfighter Yellow.

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