Fine degli sconti sui carburanti dal 3 settembre

Gli sconti sulla benzina e sui carburanti terminano oggi lunedì 3 settembre, dopo un’estate all’insegna non solo delle numerose ondate di caldo record, ma anche di prezzi record, con punte oramai superiori ai 2 euro durante la settimana. Distributori presi d’assalto quindi nel fine settimana pur di riuscire a risparmiare, vista anche la situazione economica non esattamente rosea in cui versa il Belpaese.

Dal 3 settembre tuttavia si torna a far carburante senza distinzione di orari e di giorni e soprattutto, purtroppo, senza sconti di alcun genere, visto che le tante iniziative (tra cui ricordiamo quelle di Esso e soprattutto Eni con la campagna “Riparti con Eni”) sono terminate lo scorso fine settimana. I vertici di Eni tuttavia hanno dichiarato nelle scorse settimane che potrebbero esserci delle sorprese ma al momento le parole pronunciate da Paolo Scaroni, numero uno di Eni, non hanno ancora trovato riscontro in nuove promozioni in vista dell’autunno.

In questi giorni e nelle prossime settimane quindi non resta che rivolgersi alle cosiddette “pompe bianche”, ovvero i distributori no logo che praticano prezzi leggermente inferiori rispetto alle stazioni con logo. Il punto cruciale resta tuttavia il fatto che le tasse sui carburanti in Italia restano le più alte d’Europa, come si evince anche da uno studio della Cgia di Mestre nel quale si confrontano le accise nella Eurozona. Ebbene da questa ricerca si evince come per ogni litro di benzina il peso delle accise italiane è di 1,033 euro (58,1%), con al secondo posto l’Olanda (1,016 euro) e la Grecia (1,008 euro) al terzo.

«E’ vero –spiega Giuseppe Bortolussi segretario generale della Cgia di Mestre – che abbiamo ancora un sistema distributivo troppo parcellizzato e un numero di stazioni di servizio self service al di sotto della media europea, ma è indubbio che registriamo il prezzo del carburante più caro d’Europa perché il peso delle tasse ha raggiunto in Italia un livello record non riscontrabile altrove». «Tenuto conto che il 90% delle nostre merci viaggia su strada non è da escludere che nel prossimo autunno ci ritroveremo con un aumento significativo dei prezzi dei principali beni di consumo», conclude Bortolussi.

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