Benzina (ancora) più cara per finanziare il Fondo unico per lo spettacolo. Proprio mentre la speculazione si accanisce sui carburanti e le incertezze nei paesi produttori (la Libia in particolare, ma non solo) rischiano di far schizzare i prezzi, il Governo annuncia un aumento delle accise di 1-2 centesimi al litro. Significa, di fatto, prelevare forzosamente almeno 360 milioni di euro dalle tasche degli italiani: a tanto ammonta il “costo” per gli automobilisti di ogni aumento di un singolo centesimo.
Un provvedimento che ha mandato su tutte le furie il Coordinamento nazionale unitario di Faib e Fegica (le organizzazioni dei gestori delle stazioni di servizio di Confesercenti e Cisl) che proprio nei giorni scorsi avevano addirittura avanzato una proposta di legge per la loro riduzione.
“La decisione del Consiglio dei Ministri – si legge in una nota congiunta dei presidenti Martino Landi e Robertop Di Vicenzo – dimostra tutta la distanza che la politica e questo Governo in particolare continuano a mettere tra sé ed il sentire comune, le priorità che la realtà di tutti i giorni mette drammaticamente di fronte ai cittadini di questo paese”.
I sindacati dei gestori la definiscono una “tassa sul macinato” che, tra l’altro, si abbatte sugli automobilisti già tartassati e stanno riducendo i consumi. Il solo aumento dei listini aveva fatto lievitare il gettito Iva nei primi mesi dell’anno di circa 400 milioni di euro. “Proprio mentre al Ministero dello sviluppo economico si pretende di ricercare con gli operatori del settore, azioni capaci di contenere il costo dei carburanti – insistono i benzinai – il Governo si rende responsabile, in modo del tutto incomprensibile, di un aumento delle accise (alle quali si aggiungerà in automatico la relativa Iva), sul modello già sperimentato ripetutamente dai tanto vituperati Governi della prima Repubblica”.
La misura è stata spiegata dal sottosegretario alla Presidenza del consiglio Gianni Letta: “Abbiamo abolito l’aumento di un euro sui biglietti e finanziato stabilmente la tax credit, con risorse che derivano dalle accise sulla benzina: un piccolo sacrificio di uno o due centesimi, che tutti gli italiani saranno lieti di poter fare”. Con questo aumento delle accise il Fus tornerà ai livelli del 2010, ovvero poco sotto i 490 milioni di euro.
Non si è fatta attendere la reazione dei consumatori: “Un provvedimento assurdo e gravoso per i consumatori, che a causa dei rincari hanno già subito un danno di 300 euro l’anno”, denuncia l’Adoc. Che rileva anche la “palese contraddizione con quanto espresso durante l’ultima riunione con il ministro Romani”. Riunione avvenuta appena 24 ore prima della decisione dell’esecutivo guidato da Berlusconi. Per il Codacons l’aumento è, più semplicemente, “una follia”: “Il Governo ha pensato di eliminare un provvedimento sbagliato, e cioè la tassa da 1 euro sul biglietto del cinema, introducendo una misura ancor più sbagliata, ovvero un incremento delle accise da 1 o 2 centesimi di euro sulla benzina”.
A quanto pare, il governo è riuscito a mettere d’accordo tutti: naturalmente contro.