Mazda3 Eco Race

Mazda 3 Eco Race. Latina. Quando si sale su una macchina e magari si ha anche modo di provarla in strada, è facile accorgersi di certi pregi o difetti, di come siano gli allestimenti, l’ergonomia o la capacità del portabagagli, ma mettere alla prova il motore, con il responsabile della casa vicino che teme per l’incoumità del suo veicolo e quindi vi frena, diventa più difficile, senza contare che sui consumi ci si deve sempre fidare di quanto dichiari la casa e si abbia modo di verificarne l’esattezza solo con una prova di almeno una settimana.
Mazda 3, invece, non ha veli, non ha paura di farsi conoscere per quello che è ed anzi si sottopone volentieri ad una prova insolita.
I giornalisti italiani dell’auto, infatti, sono stati invitati, da Mazda, a partecipare ad una gara di regolarità per provare la Mazda 3, per apprezzarne le caratteristiche senza limitazione di sorta.
Il parcheggio della pista del Sagittario ospita quasi esclusivamente auto dei vari parchi stampa, segno che i giornalisti più blasonati sono arrivati, ad accoglierci i responsabili Mazda che subito ci consegnano tuta, casco e guanti, ci assegnano ad una squadra e ci invitano a cambiarci per la gara. Con una gara di kart, articolata in 2 manche, prenderemo confidenza con il circuito e faremo conoscenza dei compagni di squadra, mentre in seguito ci sarà la gara vera e propria con le Mazda. Il caso ha voluto che in squadra con noi ci fosse Andrea Fiaschetti, direttore marketing di Mazda, che rappresenta in prima persona le qualità che scopriremo del veicolo: schiettezza, trasparenza e solarità.
Andrea Fiaschetti, oltre a distinguersi nella gara di kart con tempi di tutto rispetto, si rende molto disponibile a rispondere alle nostre domande.
Scopriamo, così, che la gara con le Mazda sarà divisa in 2 tranche, ma con 6 litri totali di benzina. Le Mazda 3, 2.2 DE da 150 Cv, infatti, sono state rifornite con 8 litri di benzina, di cui 2 sono pescaggio, quindi in effetti ne avremo a disposizione solo 6. Con questo esiguo carico di carburante affronteremo 2 tranche diverse: nella prima ognuno dei componenti della squadra, ossia 5 persone, lanceranno la vettura sul circuito, alla ricerca del tempo migliore, facendo compiere alla macchina 8.000 metri in condizioni di consumo massimo. La seconda fase, invece, ci vedrà protagonisti di una corsa al risparmio: dovremo infatti far percorrere alla Mazda3, il maggior numero di giri in 45 minuti, dove la difficoltà consiste nel correre abbastanza per battere gli altri, ma senza finire la benzina, dato che l’esaurimento della benzina comporterebbe l’automatica esclusione dalla gara.
Appena salito sulla vettura per il mio turno in pista, il giro lanciato, rimango colpito dagli interni. Diciamocelo apertamente: quando si sale su una macchina giapponese, costosa o meno, veloce o lenta, ci si aspettano inevitabilmente degli interni non gradevoli, per il gusto europeo: pacchianerie luminose, materiali plasticosi ed, in generale, una certa “povertà” dell’abitacolo. Alla guida della Mazda3, invece, mi guardo intorno e vedo una bella macchina, con interni realizzati con plastiche sì, ma di quelle pregiate che troviamo sulle auto tedesche; proprio tedesca, infatti, è la sensazione che dà la plancia: semplice, funzionale, elegante e rifinita. Il tempo per ammirare i particolari è poco, perché tocca a me fare il tempo sul giro.
Il nostro team leader Ugo, di professione telemetrista, mi consiglia di dare quanto più gas possibile e di tagliare quanto più possibile i cordoli, con traiettorie strette. Il fatto che la pista sia corta e piena di curve, mi fa pensare che non vedrò queste grandi velocità e che forse dovrò essere abbastanza lento per fare alcune curve a gomito. Sbagliavo in entrambi i casi. Il motore diesel, grazie alla sua coppia da 360 Nm già a 1.800 giri, mi fa subito prendere una buona velocità, lo scatto è notevole e quando arrivo alla prima curva, in terza, levo il piede dall’acceleratore e butto la macchina nella curva, aspettandomi un sottosterzo che mi condurrà dolcemente sull’erba, invece ancora vengo smentito e con un lievissimo stridore di gomme, il muso della Mazda3 va a cercare il cordolo, ben lontana dal fuoripista che, vedo avvicinarsi solo quando riapro il gas, com’è giusto che sia. Anche su curve più difficili della prima, la Mazda3 rimane incollata a terra, senza segni di sottosterzo. L’erogazione è fluida e regolare e il cambio, un vero distillato di precisione, innesta le marce in modo rapido e preciso. Non avvertiamo rollii, né oscillazioni di alcun tipo, anche sui cambi di direzione più rapidi e decisi, così come la rumorosità esterna è veramente degna di lode.
Nel veloce, quindi, siamo rimasti piacevolmente sorpresi nel constatare che la Mazda3 nulla ha da invidiare a ben più costose concorrenti europee e ci viene spontaneo pensare che, forse, l’unico suo neo sia che è poco conosciuta e ingiustamente scartata, all’atto dell’acquisto di una nuova macchina, per vetture dalle prestazioni meno elevate, ma con un marchio più conosciuto.
Breve pausa e di nuovo in macchina per la prova di durata. Ora il problema è che, dei 6 litri di benzina a disposizione, almeno un paio li abbiamo consumati nei 5 giri veloci e quindi, per fare circa 50/60 chilometri in 45 minuti, dovremo tenere d’occhio l’indicatore dei consumi.
Si parte con la spia della riserva accesa, mentre il computer ci dice che abbiamo solo 0 chilometri residui. Il direttore marketing ci dice che conosce bene queste condizioni, che spesso si è trovato a prendere la Mazda3 che usa la moglie, in queste condizioni e che, in realtà, da che il computer dica che rimangono 0 chilometri, in realtà se ne possono ancora fare una quarantina, stando attenti.
Aria condizionata spenta e finestrini chiusi sotto un sole inclemente sono l’inizio della mia prova di guida, con perle di sudore che cominciano a stazionare sulla mia fronte, mentre il mio sguardo è fisso all’indicatore che mi dice che sto in un regime di 5,4 litri per 100 chilometri, ossia esattamente i valori indicati da Mazda per il ciclo combinato.
Lo stupore, stavolta, nasce non tanto dalle prestazioni, dato che percorro la pista a 60 km/h, senza lasciare mai il gas, disegnando le traiettorie più brevi possibili, ma dal fatto che nonostante siamo in riserva spintissima, con il computer che ci sta gridando che abbiamo finito la benzina, la macchina continua ad andare, dimostrando valori di consumo addirittura più bassi di quanto dichiarato.
Purtroppo il nostro team, nonostante l’aiuto del simpaticissimo direttore marketing, si è piazzato a metà classifica, ma abbiamo fatto tutti una piacevole scoperta: sentendo i commenti dei colleghi, di alcuni piloti venuti a “giocare” con noi e del gotha del settore, quello che è emerso maggiormente è un senso di compiaciuto stupore nel vedere che Mazda3 sia un’ottima auto.
Solamente è vittima di uno snobismo europeista che la porta ad essere ignorata, laddove invece, se giudicata in base ai criteri di performance e qualità di realizzazione, risulterebbe essere un’ottima candidata come auto da acquistare, con una gamma prezzi che va dai 17.950 € per la 1.6 L da 105 Cv a 25.600 € per la 2.2 TD Common Rail da 185 Cv.

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