Non era una pace, ma solo una tregua quella dello scorso dicembre. Il rifornimento torna ad essere a rischio per via di un denunciato “regalo alla lobby dei petrolieri” a danno di “gestori e consumatori”. Nuova “crisi” sul pieno (dopo quella scongiurata in extremis durante le scorse festività natalizie) per via di indiscrezioni di stampa che hanno indispettito gli esercenti delle stazioni di servizio di Faib Confesercenti e Fegica Cisl che hanno già proclamato lo stato di agitazione. In una nota di martedì 8 febbraio 2011 informano di prevedere “anche il ricorso allo sciopero nazionale”, rientrato meno di un paio di mesi fa dopo una estenuante trattativa.
I benzinai delle due sigle “sono mobilitati a difesa della loro autonomia messa a repentaglio da un provvedimento di Legge che il Ministro delle Sviluppo Economico On. Romani, si appresta a portare in Consiglio dei Ministri”, si legge in un comunicato.
Se i contenuti del provvedimento trapelati dovessero venire confermati, per Fegica e Confesercenti si tratterebbe di “un ulteriore regalo alla potente lobby dei petrolieri e dei retisti indipendenti, rafforzando il ‘cartello’ in danno dei gestori e dei consumatori”.
Il coordinamento di Faib Confesercenti e Fegica Cisl denuncia l’iniziativa governativa volta a “sottrarre alla categoria diritti contrattuali, autonomia di gestione e, in ultima analisi, anche le attività collaterali non oil presenti sugli impianti e per le quali vi è un impegno sottoscritto dal Governo, da ultimo nella persona del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri On. Gianni Letta”.
Il governo, insomma, secondo i gestori si è rimangiato le promesse che aveva fatto per far rientrare uno sciopero che lo preoccupava e che lo avrebbe messo in cattiva luce rispetto agli utenti. “Di fronte a scelte unilaterali del governo, in palese violazione degli accordi sottoscritti – insistono Faib e Fegica – annuncia di aver definito una propria proposta di profonda riforma della distribuzione carburanti tesa a liberare realmente le capacità imprenditoriali di 25.000 piccole imprese, per un mercato della distribuzione petrolifera moderno, europeo e competitivo”.