Nonostante nell’ultimo decennio in Italia come in altri paesi sviluppati i decessi derivati da incidenti stradali siano diminuiti mediamente del 35-40%, secondo dati forniti dalla Polizia Stradale, l’ONU è comunque deciso a far scendere ulteriormente il numero delle persone che annualmente perdono la vita sulle strade di tutto il mondo.
In Italia questo dato è in continua diminuzione grazie anche a soluzioni come la patente a punti, la minore tolleranza nei confronti dell’alcol ed i limiti di velocità per i neopatentati. Tuttavia ancora oggi ben 1,3 milioni di persone in tutto il mondo perdono la vita sulle strade, un dato che fa sicuramente riflettere. Proprio per questo l’ONU ha preparato una risoluzione dal titolo “Piano Globale per il Decennio di Azione per la Sicurezza Stradale 2011-2020”, in entrata in vigore dall’11 maggio e che punta con decisione a favorire lo sviluppo di politiche nazionali sulla sicurezza proprio come avviene in Italia. Questo dovrà avvenire principalmente nei paesi meno sviluppati, dove la rete stradale, la qualità e la fatiscenza delle auto, e regole meno severe, provocano molti più morti che nei paesi industrializzati.
E visto il boom di vendite auto negli ultimi anni proprio in questi paesi, c’è il timore che il dato dei decessi possa aumentare da 1,3 milioni a ben 2,4 nel giro di pochissimi anni, un dato che sarebbe assolutamente inaccettabile se dovesse verificarsi.
Altro fattore non di poco conto, l’estensione di obblighi quali le cinture di sicurezza ed i seggiolini per bambini, regole per noi magari scontate ma che non in tutti gli stati sono previste.