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Pubblicato il - Autore B.T. x Infomotori.com

Skoda Yeti - Prova su strada

Yeti, il primo SUV compatto di Skoda, si arrampica senza problemi ma sa essere anche comfortevole nell'uso cittadino

VERONA  – Uno dei pochi a dichiarare di averlo visto è stato l'altoatesino Reinhold Messner, forse il più forte scalatore del mondo, con all'attivo 14 Ottomila. A suo dire, l'avrebbe notato di sfuggita nel 1986 mentre, a grandi balzi, superava ghiacciai e nevai dell'Himalaja. Non sa però spiegare, il barbuto Messner, se avesse le ruote. Yeti, ma non l’abominevole uomo delle nevi, l'abbiamo visto e ammirato anche noi. Anzi, per Infomotori, l'abbiamo anche provato a lungo divertendoci su strade di montagna a ridosso di Verona. Sì, perché Skoda Yeti non è altro che un simpatico SUV compatto con il quale abbiamo scorrazzato in lungo e in largo fra i vigneti di Soave e sulle mulattiere innevate dei Monti Lessini verso Bosco Chiesanuova.

E' stato un piacere mettersi alla guida di questo nuovo mezzo che ha fatto la sua comparsa sul mercato italiano in autunno ma che solo ora, come avviene con quasi tutti i modelli Skoda, viene apprezzato e non solo. Infatti nei primi tre mesi di commercializzazione nel nostro Paese sono stati sottoscritti un migliaio di ordini di Yeti, il 40% dei quali con motorizzazione 1.2 a benzina e il 30% con il propulsore Diesel  da 140 cavalli di potenza. Dice l'amministratore delegato di Skoda Italia Axel Mohr: “Le nostre vetture quando fanno il loro esordio vengono accolte quasi con freddezza. Ma poi, con il passare di un po' di tempo, l'utente italiano riconosce le loro doti e a questo punto è fatta e gli ordini arrivano a pioggia”. Non è stato proprio così nel corso del 2009, un'annata da dimenticare presto per il marchio della Repubblica Ceca in Italia. “Sì – dice sempre Mohr – dopo un 2007 e un 2008 più che scoppiettanti, lo scorso anno ci è piombata addosso una scoppola quasi imprevista e abbiamo perso ordini e quote di mercato. Il nostro obiettivo dell'1% totale è andato a farsi benedire e siamo scesi allo 0,7%. Colpa nostra? Sì, in parte. Perché la nostra Casa non ha creduto nei carburanti alternativi e quindi non siamo stati in grado di inserire in gamma modelli alimentati a Gpl o a metano di fase 2, cioé preparati direttamente dalla fabbrica e quindi non hanno potuto beneficiare del massimo degli incentivi previsti dallo Stato italiano. Ma siamo pronti alla riscossa e sicuri di recuperare il terreno perduto – ha concluso l'amministratore delegato – anche perché nutriamo molta fiducia in Yeti. E poi a giugno saranno disponibili la Fabia, la Fabia Wagon e la Roomster rinnovate. Queste compatte avranno la volata tirata dalla Octavia che ci sta dando grande soddisfazioni”.



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