Alfa Romeo 156/Sportwagon 1.9 JTD 16V Multijet

140 CV per il 1900 turbodiesel common rail, che equipaggiano le 156 (berlina e Sportwagon)e la stessa 147.

Alfa Romeo 156/Sportwagon 1.9 JTD 16V Multijet. Alfa Romeo presenta la seconda generazione dei propulsori “Common Rail”, i JTD a 16 valvole e con tecnologia Multijet. Il primo al mondo di questa nuova famiglia di motori è il 1.9 JTD da 140 CV, che viene adottato dai modelli Alfa 147, 156 e Sportwagon in abbinamento con un cambio meccanico a 6 marce d’impostazione sportiva. Si tratta di una vera e propria rivoluzione nel campo, così come era stata nel 1997 l’Alfa 156 JTD equipaggiata con il primo turbodiesel “Common Rail” con sistema Unijet. Da allora la ricerca Fiat, forte di questa vasta esperienza, ha proseguito nello studio delle ulteriori potenzialità del sistema d’iniezione “Common Rail”, fino a realizzare la seconda generazione dei motori JTD, quelli Multijet e plurivalvole appunto. Diversi i vantaggi offerti dall’inedito 1.9 JTD. Innanzitutto una maggiore silenziosità nella fase di riscaldamento del motore, misurabile – a seconda dei regimi di rotazione e delle temperature dell’ambiente – in valori che vanno da meno 3 a meno 6 decibel. Poi, grande potenza (103 kW a 4000 giri/min) e coppia generosa (31 kgm a 2000 giri/min). Prestazioni brillanti, dunque, a fronte delle quali i consumi si rivelano contenuti. Senza contare che il nuovo propulsore riduce le emissioni, pur non adottando sofisticati dispositivi di trattamento dei gas di scarico. Vediamo ora in dettaglio l’architettura del nuovo motore e, soprattutto, i risultati raggiunti con il sistema Multijet e le sedici valvole.
Architettura del propulsore Derivato dal noto 1.9 JTD 8 valvole “Common Rail”, si tratta di un “4 cilindri in linea” con alesaggio di 82 millimetri e corsa di 90,4 mm. Le valvole sono quattro per cilindro e sono azionate direttamente da un doppio albero a camme in testa. Il nuovo turbodiesel è stato oggetto di diversi interventi tecnici tesi a incrementare le prestazioni, la coppia motore ai bassi regimi e la riduzione della rumorosità e delle vibrazioni. Ad esempio, il sistema “Common Rail” adottato dal 1.9 JTD 16v prevede due nuove strategie di controllo automatico delle calibrazioni e del bilanciamento del gasolio iniettato, a vantaggio della silenziosità acustica e vibrazionale. Inediti anche alcuni componenti del motore: dalla testa cilindri con punterie idrauliche alle bielle e all’albero motore in acciaio; dal pistone con galleria interna per la circolazione dell’olio di raffreddamento ai cuscinetti di banco e di biella realizzati con materiale diverso rispetto al precedente. Nuovi anche il collettore di scarico e quello di aspirazione: il primo è di un particolare materiale ad alta resistenza, mentre il secondo è in alluminio pressofuso. Cambiano, infine, l’impianto EGR a controllo elettronico e raffreddamento dei gas di scarico; il circuito di lubrificazione che ha una nuova pompa dell’olio e lo scambiatore esterno (aria/olio) per il raffreddamento dell’olio; il circuito di raffreddamento con una diversa pompa dell’acqua. Insomma, una lunga serie di migliorie e interventi che hanno dato vita a un propulsore affidabile, potente e dai consumi ridotti.
Il sistema Multijet L’adozione del sistema Multijet fa del 1.9 JTD il primo al mondo dei propulsori “Common Rail” di seconda generazione. Alla base vi sono sempre i principi del “Common Rail” Unijet, ovvero alta pressione d’iniezione e controllo elettronico degli iniettori stessi. Ma con una caratteristica in più: durante ogni ciclo motore, aumenta il numero di iniezioni rispetto alle due attuali. All’interno del cilindro, quindi, la quantità di gasolio bruciata è la stessa ma viene suddivisa in più parti, ottenendo una combustione più graduale. Tra i vantaggi, una maggiore silenziosità di funzionamento, una riduzione delle emissioni e un incremento delle prestazioni di circa il 6-7%, accompagnato da una resa motoristica che migliora ancora la guidabilità della vettura. Risultati non di poco conto, dunque, soprattutto perché ottenuti su un motore che, oltre a rappresentare un incredibile balzo tecnologico rispetto ai diesel a precamera, fa registrare enormi miglioramenti anche nei confronti dei JTD di prima generazione.
Il segreto del Multijet è racchiuso nella centralina che controlla il comando elettrico di apertura e chiusura degli iniettori (oltre che in questi ultimi). L’elemento chiave, anzi, è la centralina elettronica stessa, che può far eseguire una serie di iniezioni anche molto vicine tra loro. Sviluppato dai ricercatori della Fiat Auto proprio a questo scopo, il componente (insieme con gli iniettori) consente di attuare quelle “iniezioni multiple” che assicurano al progettista un controllo più preciso delle pressioni e delle temperature sviluppate nella camera di scoppio, oltre che un migliore sfruttamento dell’aria immessa nei cilindri. In questo modo si raggiungono ulteriori traguardi: nel controllo del rumore di combustione, nella riduzione delle emissioni, nell’incremento delle prestazioni.

ARTICOLI CORRELATI