Alfa Romeo 156/Sportwagon 1.9 JTD 16V Multijet

140 CV per il 1900 turbodiesel common rail, che equipaggiano le 156 (berlina e Sportwagon)e la stessa 147.

Dietro allo sviluppo del sistema Multijet c'è un lungo lavoro di ricerca. In un primo tempo, infatti, i tecnici hanno risolto il problema dei limiti imposti dalle centraline. Poi hanno steso una mappa dei benefici che si ottengono incrociando una certa sequenza di iniezioni multiple (due secondarie molto vicine alla principale; una secondaria non troppo vicina alla principale più altre due secondarie ravvicinate; una secondaria e poi, ad una certa distanza, due principali vicine tra loro; eccetera) con i vari campi di funzionamento del motore: nella zona del minimo; con bassi carichi e regime di rotazione basso; ad alto numero di giri e con un carico medio; a basso numero di giri e con un carico elevato e via discorrendo. Lo studio ha fatto emergere le potenzialità del sistema, che fornisce sempre grandi vantaggi, ma accentuati, in un campo o nell'altro, a seconda del tipo di sequenza scelta e dell'area di funzionamento del motore nella quale questa viene applicata. In alcuni casi, infatti, si privilegia la riduzione dei tempi di avviamento e della fumosità, in altri l'incremento della coppia e l'abbattimento del rumore, in altri ancora la riduzione delle emissioni e l'incremento della silenziosità.
Oggi quella ricerca ha portato alla realizzazione del primo motore Multijet: per il Gruppo Fiat un ulteriore primato nel campo dei motori a gasolio. Risultato reso possibile dal grande know how accumulato in questo campo fin dal 1986, quando nasceva la Croma TDI, prima vettura diesel ad iniezione diretta del mondo. Si trattava, per quegli anni, di una vera e proprio conquista tecnologica che in seguito sarebbe stata adotta da altri costruttori. Maggiori prestazioni e minori consumi sono i risultati raggiunti con l'iniezione diretta del gasolio, resta però insoluto l'eccessivo rumore del propulsore ai bassi regimi di rotazione e nei "transitori". Inizia così lo studio di un sistema di iniezione diretta più evoluto, ricerca che alcuni anni più tardi porterà al principio del "Common Rail" e allo sviluppo dell'Unijet. L'idea nasce nei laboratori di ricerca dell'Università di Zurigo, dove si sta perfezionando un sistema di iniezione mai applicato prima su una vettura, il "Common Rail" appunto. L'idea è semplice e allo stesso tempo rivoluzionaria: continuando a spingere gasolio all'interno di un serbatoio, si genera pressione all'interno del serbatoio stesso, che diventa un accumulatore idraulico ("rail"), cioè una riserva di combustibile in pressione pronto all'impiego.
Tre anni dopo, nel 1990, inizia la preindustrializzazione dell'Unijet, l'impianto sviluppato da Magneti Marelli, Centro Ricerche Fiat ed Elasis sul principio del "Common Rail". Una fase che si conclude nel 1994, quando Fiat Auto decide di scegliere un partner che abbia la massima competenza nel campo degli impianti d'iniezione per motori diesel. Il progetto viene quindi ceduto alla Robert Bosch per la parte finale del lavoro, cioè il completamento dello sviluppo e l'industrializzazione. Arriviamo così al 1997 e al lancio dell'Alfa 156 JTD equipaggiata con il rivoluzionario turbodiesel. Rispetto ai propulsori diesel tradizionali il JTD assicura un miglioramento medio delle prestazioni del 12%, oltre che una riduzione dei consumi del 15%. Risultati che spingono le vetture dotate di questo motore ad un successo immediato. Adesso è la volta della seconda generazione dei motori JTD, quelli Multijet e plurivalvole. Ed è proprio il 1.9 JTD 16v a iniezioni multiple il capostipite di questa nuova famiglia di propulsori.
I vantaggi del plurivalvole Grande potenza, dunque, (103 kW) e una coppia generosa (31 kgm) per il nuovo propulsore 1.9 JTD 16v.
Risultati raggiunti grazie a: - una diversa calibrazione del controllo motore; - un aumento della pressione d'iniezione diretta portata da 1300 a 1400 bar; - una nuova taratura del turbocompressore.
La sovralimentazione del propulsore, infatti, è realizzata con un turbocompressore Garrett dotato di turbina a geometria variabile che contribuisce a migliorare l'erogazione di potenza, conferendo allo stesso tempo caratteristiche di coppia molto elevata anche ai bassi regimi di rotazione. Basti pensare che tra i 1750 e 3250 giri/min, è disponibile il 90% della coppia massima. Dati che si traducono in una grande piacevolezza di guida e in prestazioni davvero brillanti: sia su Alfa 147 sia su Alfa 156 e Sportwagon. In 5a marcia, per esempio, l'Alfa 147 passa da 80 a 120 km/h in 7,9 secondi; raggiunge una velocità massima di 206 km/h; e accelera da 0 a 100 km/h in 9,1 secondi.
E tutto ciò a fronte di consumi contenuti. A velocità costante e in 6a marcia, infatti, il modello fa registrare: - 4,5 l/100km a 90 km/h; - 6,0 l/100km a 120 km/h; - 7,5 l/100km a 150 km/h.
L'Alfa 156, infine, tocca i 209 km/h e accelera da 0 a 100 km/h in 9,3 secondi. Mentre la Sportwagon impiega 9,7 secondi per accelerare da 0 a 100 km/h. Anche in questo caso i consumi sono molto contenuti.
A velocità costante e in 6a marcia, infatti, il modello fa registrare: - 4,5 l/100km a 90 km/h; - 5,9 l/100km a 120 km/h; - 7,3 l/100km a 150 km/h.

Alfa Romeo 156/Sportwagon 1.9 JTD 16V Multijet. Alfa Romeo presenta la seconda generazione dei propulsori “Common Rail”, i JTD a 16 valvole e con tecnologia Multijet. Il primo al mondo di questa nuova famiglia di motori è il 1.9 JTD da 140 CV, che viene adottato dai modelli Alfa 147, 156 e Sportwagon in abbinamento con un cambio meccanico a 6 marce d’impostazione sportiva. Si tratta di una vera e propria rivoluzione nel campo, così come era stata nel 1997 l’Alfa 156 JTD equipaggiata con il primo turbodiesel “Common Rail” con sistema Unijet. Da allora la ricerca Fiat, forte di questa vasta esperienza, ha proseguito nello studio delle ulteriori potenzialità del sistema d’iniezione “Common Rail”, fino a realizzare la seconda generazione dei motori JTD, quelli Multijet e plurivalvole appunto. Diversi i vantaggi offerti dall’inedito 1.9 JTD. Innanzitutto una maggiore silenziosità nella fase di riscaldamento del motore, misurabile – a seconda dei regimi di rotazione e delle temperature dell’ambiente – in valori che vanno da meno 3 a meno 6 decibel. Poi, grande potenza (103 kW a 4000 giri/min) e coppia generosa (31 kgm a 2000 giri/min). Prestazioni brillanti, dunque, a fronte delle quali i consumi si rivelano contenuti. Senza contare che il nuovo propulsore riduce le emissioni, pur non adottando sofisticati dispositivi di trattamento dei gas di scarico. Vediamo ora in dettaglio l’architettura del nuovo motore e, soprattutto, i risultati raggiunti con il sistema Multijet e le sedici valvole.
Architettura del propulsore Derivato dal noto 1.9 JTD 8 valvole “Common Rail”, si tratta di un “4 cilindri in linea” con alesaggio di 82 millimetri e corsa di 90,4 mm. Le valvole sono quattro per cilindro e sono azionate direttamente da un doppio albero a camme in testa. Il nuovo turbodiesel è stato oggetto di diversi interventi tecnici tesi a incrementare le prestazioni, la coppia motore ai bassi regimi e la riduzione della rumorosità e delle vibrazioni. Ad esempio, il sistema “Common Rail” adottato dal 1.9 JTD 16v prevede due nuove strategie di controllo automatico delle calibrazioni e del bilanciamento del gasolio iniettato, a vantaggio della silenziosità acustica e vibrazionale. Inediti anche alcuni componenti del motore: dalla testa cilindri con punterie idrauliche alle bielle e all’albero motore in acciaio; dal pistone con galleria interna per la circolazione dell’olio di raffreddamento ai cuscinetti di banco e di biella realizzati con materiale diverso rispetto al precedente. Nuovi anche il collettore di scarico e quello di aspirazione: il primo è di un particolare materiale ad alta resistenza, mentre il secondo è in alluminio pressofuso. Cambiano, infine, l’impianto EGR a controllo elettronico e raffreddamento dei gas di scarico; il circuito di lubrificazione che ha una nuova pompa dell’olio e lo scambiatore esterno (aria/olio) per il raffreddamento dell’olio; il circuito di raffreddamento con una diversa pompa dell’acqua. Insomma, una lunga serie di migliorie e interventi che hanno dato vita a un propulsore affidabile, potente e dai consumi ridotti.
Il sistema Multijet L’adozione del sistema Multijet fa del 1.9 JTD il primo al mondo dei propulsori “Common Rail” di seconda generazione. Alla base vi sono sempre i principi del “Common Rail” Unijet, ovvero alta pressione d’iniezione e controllo elettronico degli iniettori stessi. Ma con una caratteristica in più: durante ogni ciclo motore, aumenta il numero di iniezioni rispetto alle due attuali. All’interno del cilindro, quindi, la quantità di gasolio bruciata è la stessa ma viene suddivisa in più parti, ottenendo una combustione più graduale. Tra i vantaggi, una maggiore silenziosità di funzionamento, una riduzione delle emissioni e un incremento delle prestazioni di circa il 6-7%, accompagnato da una resa motoristica che migliora ancora la guidabilità della vettura. Risultati non di poco conto, dunque, soprattutto perché ottenuti su un motore che, oltre a rappresentare un incredibile balzo tecnologico rispetto ai diesel a precamera, fa registrare enormi miglioramenti anche nei confronti dei JTD di prima generazione.
Il segreto del Multijet è racchiuso nella centralina che controlla il comando elettrico di apertura e chiusura degli iniettori (oltre che in questi ultimi). L’elemento chiave, anzi, è la centralina elettronica stessa, che può far eseguire una serie di iniezioni anche molto vicine tra loro. Sviluppato dai ricercatori della Fiat Auto proprio a questo scopo, il componente (insieme con gli iniettori) consente di attuare quelle “iniezioni multiple” che assicurano al progettista un controllo più preciso delle pressioni e delle temperature sviluppate nella camera di scoppio, oltre che un migliore sfruttamento dell’aria immessa nei cilindri. In questo modo si raggiungono ulteriori traguardi: nel controllo del rumore di combustione, nella riduzione delle emissioni, nell’incremento delle prestazioni.

7 Foto

- Autore Article URL: https://www.infomotori.com/auto/alfa-romeo-156sportwagon-19-jtd-16v-multijet_1703/

Vuoi tenerti aggiornato su Alfa Romeo?


Ti stai iscrivendo alla Newsletter di:

OK Ho letto ed accetto l'informativa sulla Privacy ai sensi del D.Lgs. 196/2003


Continua
Annunci Privati
Vuoi vendere la tua Auto?

Inserisci il tuo annuncio

Gratis