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Alfa Romeo Giulietta VS Volkswagen Golf. La neonata Alfa Romeo Giulietta ha scatenato una monumentale attenzione mediatica, tanto in Italia quanto nel resto d’Europa. Date le ambizioni dell’ultimo modello di Arese, viene naturale un confronto con l’indiscussa regina del segmento, “sua maestà” Volkswagen Golf. Primatista nelle classifiche di vendite da quasi una decina d’anni, la Golf è pietra di paragone per ogni nuova contendente nei quartieri alti del segmento medio. L’Alfa Giulietta, al debutto, ha di certo suscitato grande scalpore, grazie al suo look travolgente ed ai potenti motori Multiair e Multijet a gasolio. Anche gli interni della Giulietta sono quantomai ricchi di fascino, con un irresistibile mix di eleganza e sportività.
Volkswagen Golf, d’altro canto, risponde con una qualità costruttiva assolutamente esemplare, tanto dentro quanto fuori. Il suo design non fa gridare al miracolo ma esprime forza e tanta sostanza, mentre il tipico rigore teutonico e una rassicurante razionalità dominano gli interni. Inoltre, la Golf ha dalla sua la tecnologia FSI nei motori a benzina, l’opzione della trazione integrale 4Motion e un’intera gamma di carrozzerie tra cui scegliere. D’altro canto, anche gli obbiettivi di vendita tra le due vetture sono molto distanti: Alfa conta di piazzare 100.000 Giulietta in un anno, mentre l’austera ed efficace Golf è million seller da decadi.
Vediamo ora come si comportano su strada l’Alfa Romeo Giulietta Quadrifoglio Verde e la Volkswagen Golf GTI, sportive top di gamma paragonabili sotto il profilo prestazionale.
Equipaggiata con il 1750 TBi da 235 CV, la Giulietta Quadrifoglio Verde sintetizza perfettamente il modo in cui Alfa Romeo interpreta il top in questo segmento. Non un semplice mezzo di trasporto, ma una vettura capace di regalare al cliente “sensazioni vere”. Saliamo senza indugi a bordo della Giulietta QV e partiamo per il primo giro del circuito di Balocco, manettino dell’Alfa DNA in posizione “Normal”. Docile ai bassi regimi, il 1750 TBi “canta” che è un piacere, quando le andature si fanno più sostenute. La risposta, progressiva ma sempre pronta, trasmette una piacevole sensazione di sicrezza e controllo. Lo sterzo è piuttosto diretto. Spostando il manettino su “Dynamic”, la musica cambia: ci si accorge innanzi tutto dello sterzo, che diventa più pesante e incredibilmente diretto per una vettura di questo segmento. L’erogazione del sofisticato quattro cilindri turbocompresso guadagna una bella dose di grinta, diventando a tratti rabbiosa.
Sotto il cofano della Volkswagen Golf 6 GTI troviamo un 2.0 TFSI capace di 211 cavalli. Questa unità, elastica e vivace, non è un semplice upgrade del motore visto sulla Golf 5 GTI… riprogettato in molte parti, guadagna una decina di cavalli ed esprime la potenza massima ad un regime di giri leggermente più basso (5300 giri), a tutto vantaggio della reattività. La coppia massima espressa è invece sovrapponibile, ovvero pari a 280 nm a soli 1700 giri. Una volta seduti al volante e iniziata la prova, come già anticipato è l’elasticità di questo propulsore a stupire. Abbinando questo dato all’ottimo cambio a doppia frizione DSG, si ottiene una sportiva dalla doppia personalità. Docile, morbida e piacevolissima da condurre in città alle andature più blande, appena richiesto dal pedale dell’acceleratore si trasforma, così come accade per la voce allo scarico civile e sommessa che si tramuta in un ringhio cupo al salire dei giri. Un ottimo lavoro è stato fatto intorno all’assetto, orientato alla precisione di guida e rigido al punto giusto. Preservato in buona parte il comfort, messo in crisi solo dalle irregolarità dell’asfalto più pronunciate, in virtù anche del sostanzioso ribassamento del corpo vettura rispetto alla Golf 6 standard. Differenza di altezza che, al retrotreno, sfiora i 2 cm. Lo sterzo è piacevolmente pesante sul misto veloce: conferisce una piacevole sensazione di feeling e sicurezza.
In sintesi siamo di fronte a due vetture di primissimo piano: potenti, ben rifinite e divertenti da guidare. L’italiana ha dalla sua un grande fascino, colmato in parte dallo storico allestimento GTI dela Golf. Resta da vedere, per la nuova arrivata, quanto reggerà il valore dell’usato, punto di forza del fenomeno Golf.