Claudio Bernoni, il Signore delle ruote!

Infomotori ha avuto il ​piacere di fare una bella e interessante chiacchierata con Claudio Bernoni, Presidente e Amministratore Delegato di OZ Racing, leader nel settore delle ruote e realtà all'avanguardia sia dal punto di vista manageriale sia sotto il profilo tecnologico.

Claudio Bernoni è un vero “Signore delle Ruote” che ha saputo trasformare una passione in una realtà italiana ammirata in tutto il mondo e capace di fornire le Ruote a tutti i maggiori team delle principali discipline motoristiche a partire dalla F1 dove OZ Racing è partner dei maggiori Team fra cui Scuderia Ferrari e Mercedes-AMG Petronas Motorsport! ​OZ ​è uno dei brand della componentistica italiana ed internazionale con il maggior palmares agonistico e più apprezzati per qualità, affidabilità ed innovazione rappresentando il punto di riferimento per le ruote in
lega da competizione e per l’alto gamma.

Non a caso fin dal 1984 accanto ad OZ S.p.a. nasce OZ Racing che sotto la guida di Claudio Bernoni ha equipaggiato ed equipaggia i maggiori team automobilistici mondiali spaziando, sempre ai vertici, fra le varie categorie e quindi dal Mondiale Rally, alla Formula Indy fino ovviamente alla F1 ed alla stessa Formula E dimostrando di essere sempre al passo coi tempi.

21 Foto

Eccovi la nostra intervista a Claudio Bernoni!

D: Partiamo con il Made in Italy​: quanto conta aver sede in Italia, precisamente nel cuore del Nord Est a San Martino di Lupari (in provincia di Padova, ma a cavallo con il vicentino ed il trevigiano)?
R: ​È fondamentale per OZ, che ha sempre lavorato e sviluppato un prodotto ​M​ade in Italy. Una chiara scelta di filosofia aziendale e allo stesso tempo una necessità per produrre tecnologia e qualità, tenendo tutto sotto controllo. Si parte dalla progettazione per arrivare poi alla produzione, con un continuo interfacciamento tra i reparti per un controllo totale dei processi. San Martino di Lupari è proprio localizzata in un’area del nostro paese dove la capacità imprenditoriale è molto sviluppata, dove le aziende sono state capaci di aprire ad una gestione manageriale che le porta a essere leader. Qui ci sono le condizioni per poter crescere, ma oggi la difficoltà nasce dal non riuscire a trovare personale qualificato, imponendo la ricerca di nuovi talenti già all’interno delle scuole, prima del conseguimento del diploma.

D: Perché il nome OZ?
R: ​I fondatori di OZ sono i signori Silvano Oselladore e Pietro Zen, da qui il nome. Il nome dell’azienda è OZ Spa, il suffisso Racing è stato aggiunto dopo, quando nacque il reparto competizioni come vera e propria azienda parallela alla casa madre OZ. Sono entrato in OZ ​nel 1984, proprio per dare vita a OZ Racing. Ho avuto la possibilità di diventare socio della società nascente​, accettando di entrare in un’impresa al tempo più piccola di quella in cui lavoravo precedentemente e persino con uno stipendio inferiore! Ma ho accolto la sfida e dopo qualche anno ho avuto modo di dare il mio contributo anche a livello di prodotto, disegnando la Rally Racing, la mitica ruota da rally di OZ che ha reso famoso e molto visibile il nostro marchio. ​OZ Racing infatti nasce proprio nel 1984, nel 1985 debutta in F1, con il team Alfa Romeo in cui ricordo con piacere ​Riccardo Patrese, e alcuni anni dopo approda nel Mondiale Rally.

D: OZ Racing ha un punto di forza nel lavorare con i Team ufficiali? ​
​R: Certo! Fin dall’inizio OZ ha scelto di concentrarsi principalmente sui Team Ufficiali, che competono in pista e nei rally, non potendo seguire anche i numerosissimi team privati. Questo ci ha dato un grande ritorno d’immagine grazie alle altissime prestazioni garantite ai Team e, di conseguenza, alle loro numerose vittorie. Questo ci ha permesso nel tempo di essere ricercati dai top team delle varie competizioni e di essere un punto di riferimento per l’intero settore.

​D: Ma le ruote le regalavate o ve le pagavano?​
R: Non essendo un’azienda enorme e avendo un budget limitato, gioco forza fin da subito siamo stati costretti, ma anche capaci, a farci pagare le forniture sportive. Questo ha consentito all’azienda di crescere, incrementando fatturato e numero di addetti, e al contempo di avere una notevole pubblicità e visibilità nel mondo delle competizioni. Negli anni, la crescita ci ha permesso di disporre delle risorse necessarie per la ricerca e sviluppo e per personale qualificato, voci molto importanti nel mondo delle competizioni e dell’impressa in generale.

D: Claudio Bernoni è talmente bravo nelle competizioni che nel 1992 viene chiamato a dirigere l’intero Gruppo, vero?
​R: Con la grande crescita e con il buon lavoro fatto nel Racing, nel 1992​ OZ decide di mettermi a capo dell’intero Gruppo che era cresciuto sempre di più arrivando ad essere formato da una decina di aziende più piccole, tutte sorte con lo spirito ​di far partecipare attivamente i talenti rendendoli parte dell’azionariato stesso, come era successo a me. Un’idea valida che però nel corso degli anni aveva prodotto qualche criticità e duplicazione di costi di struttura. Nel 1992 l’azienda decise di approcciare una nuova strategia e di riunire tutto in un’unica società, OZ Spa: proprio in quel momento mi diedero le redini. Si è passati quindi ad accorpare le varie sedi, in modo da avere pieno controllo del processo produttivo, trasferendo nell’after-market il know-how acquisito nel racing. Un processo che si è rivelato vincente e che ha permesso di dar vita a prodotti fantastici come la Superturismo, cerchio nato nelle competizioni ed in seguito prodotto per le auto di serie. La riorganizzazione e conseguente unione ci ha permesso di formare gruppi di lavoro più efficienti, ridurre gli sprechi, potenziare i reparti strategici ed applicare economie di scala nelle funzioni più tradizionali impiegando le persone per incrementare la produzione. ​

D: Quali sono i principali mercati di OZ?
​R: ​Forte esportatrice, OZ ha con la Germania un rapporto privilegiato. Proprio in Germania a Francoforte, in una delle primissime fiere alle quali abbiamo partecipato, le prime ruote componibili OZ ottennero un enorme successo e portarono subito grandi volumi all’azienda. Ma perché la Germania? Perché in questo Paese la passione per l’auto è sempre stata molto importante e questo lo ha reso terreno fertile per il nostro prodotto che nasce dallo stesso entusiasmo. Allo stesso modo, la Germania ha dato tanto a noi, spingendoci a fare qualità assoluta e certificata. Infatti già a quei tempi per vendere in questo Paese era necessario avere prodotti certificati TUV. Abbiamo cominciato così ad omologare tutte le nostre ruote. Questo ci ha portati a garantire un elevato controllo sulla qualità dei nostri prodotti, a beneficio anche dei mercati dove non vige nessuna omologazione. La​ Germania rappresenta ad oggi una fetta importante del fatturato OZ, l’Italia arriva al quarto posto, dopo USA e Giappone e a seguire gli altri 70 paesi nei quali esportiamo le nostre ruote.

D: E’ più difficile sviluppare una ruota da rally o da Formula 1?
R: ​Un tempo le difficoltà erano simili, ma ora, con il passare degli anni, la ruota da F1 diventa sempre più complicata, l’aerodinamica oggi è un fattore molto importante che porta ad una fase di progettazione veramente impegnativa.

D: Come vedete l’elettrico, una​ ulteriore ​opportunità​ ​per OZ​? ​
​R: ​Il fattore peso, sull’elettrico, è sempre stato molto importante, ma in generale la ricerca della leggerezza è oramai un must. Se fino a qualche anno fa le auto elettriche seguivano una strada tracciata, ora con la “morte” annunciata ​del Diesel, assisteremo ad una evoluzione del mercato. Dapprima a un aumento considerevole delle ibride, per un successivo passaggio, tra qualche anno, al totale ecosistema elettrico. Anche per questo ricercare e sviluppare ruote sempre più leggere e moderne è un obiettivo da perseguire sin da ora.

D: Quanto conta il design della ruota?
​R: ​ Nelle competizioni il design è dettato da aerodinamica e dalle esigenze specifiche del team: leggerezza e rigidezza. Si lavora dunque in co-enginering ed in funzione dell’impostazione progettuale dei diversi team. Nell’after-market invece lo stile di una ruota è primario, essendo un elemento primario che cattura buona parte dell’attenzione di chi ammira un’auto. Tra i brand più attenti alla ruota c’è sempre stata BMW, seguita a ruota – è proprio il caso di dirlo – da Ferrari. ​Oggigiorno l’attenzione verso la ruote accomuna tutti i maggiori costruttori automobilistici. ​

D: Possiamo concludere l’intervista, ricordando qualche vostro numero che conferma come innovazione, tecnologia, qualità, competizioni e Made in Italy sono una formula premiante? ​
​R: ​La crescita di OZ è costante, con un fatturato odierno di circa 60 milioni ​e, sono fiero di ricordare, indebitamento​ pari a zero. L’investimento in innovazione è costante​ e sempre molto importante al pari dei collaboratori​ che sono cresciuti in numero negli ultimi anni arrivando a 185​ in Italia ma oltre​ quota 230 se contiamo le filiali in Germania, Danimarca e Giappone.

D: Fa davvero piacere incontrare imprenditori – manager come Claudio Bernoni che ha saputo formare un Team di professionisti, capaci di lavorare in grande armonia realizzando prodotti apprezzati dal mondo intero, conquistando ogni giorno la fiducia dei maggiori player internazionali del settore.
R: Grazie a voi per la visita!

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterPin on PinterestEmail this to someonePrint this page

- Autore Article URL: https://www.infomotori.com/auto/claudio-bernoni-il-signore-delle-ruote_172571/

Annunci Privati
Vuoi vendere la tua Auto?

Inserisci il tuo annuncio

Gratis