Modella in Topless a regolare il traffico, la folle idea a Catania

Un manichino in Topless è stato posizionato in prossimità dei lavori sulla Circonvallazione di Catania. L'idea è stata però aspramente condannata dalla UDI, Unione Donne Italiane.

Il traffico della Circonvallazione di Catania è stato regolato per diversi giorni da un manichino, e fino a qui potremmo pensare a quella volta che Homer Simpson mise uno spaventapasseri a controllo della centrale nucleare. L’idea però, geniale quanto criticata, è stata quella di scegliere un manichino raffigurante una bella ragazza in topless vestita esattamente come chi lavora sulle nostre strade.

Paletta, tuta catarifrangente e berretto. Così gli automobilisti, specialmente di notte, avrebbero rallentato. Tuttavia viene da chiedersi se -come la vecchia storia delle pubblicità d’intimo- la cosa non abbia causato un aumento degli incidenti a causa di automobilisti più distratti del solito.

Sui social la trovata è stata ripresa da più cittadini, divertiti quanto ammaliati dal manichino e da chi avesse pensato alla cosa. Allo stesso modo però le rappresentanti dell’UDI (Unione Donne Italiane) di Catania hanno scritto al Sindaco della città Salvo Pogliese di prendere seri provvedimenti in merito alla cosa.

Scrive così l’UDI, in una lettera aperta che riportiamo integralmente.

LETTERA APERTA

Al Sindaco di Catania
All’Assessora alle pari opportunità

“La rimozione non basta! La trovata di un manichino a seno nudo per segnalare i lavori sulla circonvallazione di Catania è la rappresentazione plastica di quello che accade ogni giorno: il corpo delle donne da esibire, da violare, da offendere senza conseguenze.

È grave che non si riesca a cogliere questa connessione, che non si riesca ad assumere pienamente una “responsabilità collettiva” che fermi tutti gli atteggiamenti sconsiderati che generano la violenza, la minimizzano, alla fine la assolvono. Molti ritengono forse che vi siano problemi più gravi di cui occuparsi.

Le donne non hanno un problema più grande di quello della violenza sui loro corpi. Gli uomini devono trovare altri modi per rallentare il traffico.

È grave che chi lavora a nome di una Istituzione abbia potuto pensare di prendere un’iniziativa “goliardica” che si ritiene non generi conseguenze, come spesso avviene con riferimento alle diverse forme di violenza di genere. Ancora più grave se si tratta di un lavoro finanziato da tutte e tutti.

Da oggi sappiamo che oltre alla segnaletica orizzontale e verticale c’è quella che utilizza il corpo nudo delle donne. Un bel primato quello conseguito da Catania con questo gesto!

Chiediamo:
1. Di conoscere il nome del/i responsabili di un atto così gravemente irrispettoso verso le donne e tutta la società civile
2. Di conoscere quali provvedimenti l’Amministrazione intende adottare con la massima urgenza per accertare e perseguire le responsabilità che ne derivano
3. Che tutti gli atti, i provvedimenti e i documenti relativi al fatto denunciato siano resi pubblici
4. Che sia espressamente confermata l’adesione del Comune di Catania alle “Città libere dalle pubblicità lesive” e che sia immediatamente convocato il tavolo di lavoro, già istituto, per rendere effettivi gli impegni a suo tempo assunti dal Consiglio comunale.”

Catania 1 novembre 2018
UDI Catania – Le Responsabili
Giovanna Crivelli Adriana Laudan

Voi che leggete, invece, cosa ne pensate?

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