Suzuki V-Strom 650 – Long Test Ride

L'abbiamo provata in versione Traveller, la bicilindrica si trasforma in piccola cruiser alla portata di tutti

Suzuki V-Strom 650 – Long Test Ride. Suzuki la definisce “enduro sport tourer” che tradotto significa praticamente “tuttofare”. Specialmente in questa versione “Traveller”, la V-Strom acquisisce anche la specializzazione da tourer che le mancava. La configurazione da viaggio prevede puntale para motore in tinta, i paramani, bauletto posteriore da 47 litri con piastra di fissaggio e cavalletto centrale: insomma, la base necessaria per trasformare una moto in compagna di viaggio. A spingerla un onesto bicilindrico a V di 90° da 645cc con quattro valvole per cilindro e raffreddato a liquido: nel parleremo meglio nella parte relativa alla prova su strada ma possiamo anticipare che è un motore che fa onestamente il suo dovere. Il cruscotto – sebbene sia esteticamente un po’ vecchio – mostra con chiarezza tutto ciò che serve: contagiri e tachimetro analogici, contachilometri totale e due parziali, livello della benzina e temperatura dell’acqua. Tradizionale il telaio in doppia trave in alluminio e le sospensioni sono regolabili nel precarico mentre il posteriore anche in estensione.

La versatilità della V-Strom è sicuramente il suo punto forte poiché – senza essere votata in modo specifico per alcuno degli usi che permette – non obbliga a fermarsi di fronte a nulla. Autostrada o sterrati, li affronta con la serenità di chi non ha particolari ambizioni se non quella di portare ovunque chi la cavalca. A proposito di cavalcare, la posizione in sella è davvero comoda, tanto per il pilota quanto per il passeggero che in questa versione può anche approfittare dell’appoggio del bauletto. Comandi a portata di mano, gamba poco angolata, motore pronto…si parte! Il bicilindrico della V-Strom reagisce con prontezza al comando del gas, girando con vigore quasi fino al limitatore. Ottimo anche il comportamento del mix telaio-sospensioni che rendono un comportamento stradale da riferimento: inserimenti in curva e percorrenza sono precisi e la moto resta stabile rispondendo ai comandi del pilota che può peraltro sfruttare una notevole luce a terra che garantisce un buon angolo di piega. Difficile metterla in crisi, a meno che non si chieda troppo al freno anteriore che potrebbe avere un po’ di grinta in più. La protezione dall’aria è inaspettatamente ottima, pregio che permette anche lunghe trasferte autostradali senza affaticare; il parabrezza, va aggiunto, è regolabile su 3 posizioni anche se procedere all’operazione sono necessari alcuni minuti e qualche attrezzo. Insomma, un mezzo che guarda alla sostanza; per 7.350 euro vale sicuramente più di quello che costa.

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