Il Rally di Monte Carlo secondo Sébastien Ogier, pilota Citroën

Il sei volte campione del mondo racconta il suo particolare legame con la classica prova monegasca.

La tua speciale preferita?
«Mi è spesso piaciuta la Col du Perty – Col Saint Jean, e se quest’anno non sarà più nella solita configurazione, la PS che arriva a Laborel, disputata lo scorso anno sotto una pioggia battente, dovrebbe essere ancora bella.»
Il tuo ricordo più bello?
«Domanda difficile, perché ne ho parecchi. Potrei dire la prima volta che ho vinto qui nel 2009, perché è stata la mia prima grande vittoria internazionale. »
Il ricordo peggiore?
«Nel 2012, con la S2000, stavamo facendo un exploit eccezionale in sesta posizione, nel mezzo delle World Rally Cars, ma forse era troppo, visto lo schianto che ha messo fine alla nostra gara!»
Il punto di osservazione che consigli allo spettatore?
«L’arrivo della PS St Léger les Mélèzes, è sempre entusiasmante, purché ovviamente ci si piazzi nelle zone autorizzate e si ascoltino le indicazioni dei commissari. Ci sono dei passaggi velocissimi e spettacolari, perché ci si arriva in genere con pneumatici da neve, mentre la zona del traguardo è sempre piuttosto asciutto. »
Il momento del Rally che preferisci?
«Quando si sale sul podio finale davanti al palazzo del principe! Il Monte Carlo ha un’atmosfera davvero particolare, essendo il primo rally della stagione. E spesso è una gara così complicata che la soddisfazione quando tagli il traguardo da vincitore è amplificata al massimo. Ma le migliori sensazioni sono sempre quelle che si provano in auto, soprattutto al via di una crono, quando sai che hai gli pneumatici giusti per dare il meglio, anche se poi non è sempre così.»
Tu sei più per l’asfalto, il fondo asciutto, bagnato, ghiacciato o innevato?
«Mi piace molto il percorso misto, con cambi di aderenza, il ritmo da trovare, perché è lì che puoi veramente fare la differenza».

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