Chrysler PT Cruiser 1600: Test Drive

Prova su strada della Chrysler PT Cruiser 1600, un'auto dal look decisamente particolare che non lascia indifferenti grazie ad un design retrò

Chrysler PT Cruiser 1600: Test Drive. Il PT Cruiser della Chrysler ha colpito il pubblico sin dalla sua prima apparizione specialmente per la linea un po’ retro che ne costituisce il tratto saliente. Non c’è dubbio che si tratti di una vettura per molti versi rivoluzionaria, dotata di una straordinaria carica emozionale e che, per adesso, è unica sul mercato. Il potenziale cliente la percepisce come una vettura “premium”, non omologabile a nessuno dei segmenti nei quali si divide normalmente il mercato.

La PT Cruiser piace ai giovani, ai professionisti, alle famiglie, da qui la necessità di ampliare l’offerta con altre cilindrate che non siano i due litri, motore con il quale è nata.
Con il nuovo 4 cilindri 1.6 la vettura diventa ancora più appetibile. Infatti, per il 2002 il management della Chrysler prevede di vendere circa 4000 PT Cruiser, dei quali l’80 per cento con il motore più piccolo. In primavera si prevede il lancio di un motore 2.2 turbo diesel common rail, con il quale le vendite della PT dovrebbero prendere il volo, tanto che per adesso non si è assolutamente in grado di prevedere quante se ne potrebbero vendere.
Ma torniamo al nuovo motore 1600 con il quale è equipaggiata adesso la macchina. Si tratta di un propulsore fabbricato negli stabilimenti brasiliani della BMW, lo stesso che equipaggia anche la Mini Cooper S, dove però ha un congruo numero di cavalli in più. Quello della PT vanta una potenza massima di 85 kW/116 CV a 3600 giri al minuto ed una coppia massima di 157 Nm a 4500 giri: l’80 per cento della coppia è disponibile già da 1600 giri al minuto.
Il motore è dotato di ETC (Electronic Throttle Control), sistema che, accoppiato alla centralina elettronica Siemens, elimina il collegamento meccanico tra il pedale dell’acceleratore ed il sistema di alimentazione, consentendo emissioni e consumi ridotti. Sia la versione 1.6 sia la 2.0 sono disponibili con il cambio meccanico a 5 marce, mentre la versione più potente monta, a richiesta, anche un moderno cambio automatico con la funzione Autostick.
Il cambio è dotato di un sistema di innesto elettronico delle marce che assicura passaggi più rapidi e offre la possibilità di innesto manuale della marce per favorire la guida in condizioni particolari, come il sorpasso, la guida sulla neve, il traino e per utilizzare il freno motore nelle discese più lunghe.
Guidare la PT Cruiser 1.6 è piacevole, gli interni sono spaziosi e sul sedile posteriore c’è spazio a sufficienza anche per le ginocchia delle persone più alte. La guida è abbastanza silenziosa, per far rendere il motore bisogna però tenerlo su di giri e quindi lavorare molto di cambio, cosa che, a nostro parere, non contribuisce ad una guida economica.
Per quanto concerne la sicurezza attiva, la PT è dotata di una struttura rigida della scocca che consente di controllare la rumorosità e le vibrazioni. L’impianto frenante prevede 4 freni a disco con ABS e ripartitore elettronico della forza frenante EBD. C’è il controllo della trazione a bassa velocità TCS fino a 56 km/h che aiuta nelle partenze su terreno sdrucciolevole, ci sono 4 fari alogeni, la posizione rialzata dei sedili assicurano una buona visibilità.
La sicurezza passiva è data dalla struttura della carrozzeria, dalle barre longitudinali antiintrusione, dalle cinture di sicurezza a 3 punti per tutti e 5 i sedili, dai limitatori della forza di ritenuta delle cinture anteriori con pretensionatori, dagli airbag lato guida e passeggero, da 2 airbag laterali. I sedili posteriori sono dotati di sistema Isofix per il fissaggio dei seggiolini per bambini.
La Chrysler PT Cruiser 1.6 verrà presentata al pubblico presso i concessionari nel weekend del 25 e 26 novembre. Sarà disponibile in 3 versioni a seconda dell’equipaggiamento. La 1.6 Classic costerà, chiavi in mano 18.420 Euro (36,6 milioni di lire), la Touring 19.920 Euro (38,57 milioni di lire) e la Limited 22.980 Euro (44,5 milioni di lire).

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