Kia Soulster

Derivata dalla Kia Soul, la concept coreana Soulster si svela al Naias di Detroit. Il mini pickup si prepara ad insidiare Fiat 16, Suzuki Sx4 e Toyota Urban Cruiser.

Kia Soulster. Non ha colpito soltanto per il colore giallo acceso, la Kia Soulster, ma anche per le potenzialità che la piattaforma della Kia Soul riserva. Pensata e costruita su base comune, soprende per la versatilità e per il risultato così imprevedibile. Il target a cui si rivolge è ben chiaro ai tecnici coreani, che hanno sviluppato quest’auto per venire incontro soprattutto ai più giovani. Forte ma allo stesso tempo raffinata, la piccola crossover openair ha un aspetto divertente e rivede con leggerezza alcuni accessori tipici dei fuoristrada più “incazzosi”, come i rollbar anteriori, ben inseriti nel corpo macchina e i rollbar come sicurezza necessaria installati al posto del tettuccio per proteggere i passeggeri dietro. Chiudono il lato aggressivo i cerchi da 19 pollici e i doppi scarichi cromati.

Per il resto è assolutamente un auto che non si prende troppo seriamente e proprio per questo a molti non è dispiaciuta. Chiaramente a trazione integrale, si può definire un pickup da spiaggia, dal carattere comunque metropolitano. Le motorizzazioni sembra saranno le stesse della “sorella” Soul, e quindi vedremo un 1.6 quattro cilindri con cambio manuale a cinque rapporti, che produce circa 120cv. Per chi cerca più potenza invece è facile immaginare come propulsore anche un 2.0L a quattro cilindri, cambio manuale a quattro o cinque rapporti e 140 puledri. Per gli altri mercati non sono da escludere un 1.6 quattro cilindri 124cv o un 1.6l turbodiesel.

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