Lexus LF-A

10 cilindri, 500 cavalli e oltre 300 km/h: la supercar di casa Lexus ha superato di molto le aspettative e i 500 esemplari risultano pochi rispetto alla domanda

Lexus LFA, un successo oltre le aspettative. Infatti la domanda per l’auto nipponica del gruppo Toyota, è molto forte e supera la produzione prevista di 500 unità, tutte costruite a mano dai tecnici specializzati con una cadenza di 20 pezzi al mese.
Comunque i clienti interessati hanno tempo fino a metà marzo per sottoscrivere la loro prenotazione, mentre l’assegnazione ai clienti stessi è prevista nel mese di aprile e la conferma degli ordini entro fine maggio.
La richiesta mondiale della Nuova Lexus LFA ha avuto un ritmo crescente e costante fin dal suo debutto all’ultimo Salone di Tokyo superando abbondantemente la produzione prevista di 500 unità.
La LFA è la prima supercar progettata da Lexus. Dotata di un’avanzata tecnologia in fibra di carbonio, la LFA monta un motore V10 aspirato 4.8 litri da 412 kW/560 CV caratterizzato da elevati regimi di rotazione e un cambio a sei marce sequenziali montato posteriormente. Grazie a queste caratteristiche la vettura combina una costruzione leggera e un bilanciamento ottimale del telaio in grado di garantire una velocità massima di 325 km/h.
Progettata con estrema cura a partire dal classico foglio bianco da un team di ingegneri dedicato che hanno esplorato ogni possibile scenario dinamico, la LFA è un modello di riferimento per il brand prestazionale “F”. Lexus F completa il DNA di Lexus enfatizzando le prestazioni, superando le rinomate qualità di NVH e comfort del brand.  In sostanza, LFA ridefinisce non soltanto le supercar del 21° secolo, ma evidenzia anche un nuovo ed avanzato approccio di Lexus allo sviluppo dell’automobile.

La nuova Lexus LFA è stata presentata alla stampa in occasione del Salone di Tokyo 2009. La supercar nipponica ha subito un facelift sostanziale, un aggiornamento della linea che ne migliora sicuramente l’appeal (in coda della fotogallery trovate anche un paio di immagini del precedente modello per meglio verificare le differenze). L’estetica rimane quella di un felino: un radicamento al suolo estremo come si conviene ad una supercar vera, una linea sfuggente, un’aerodinamica completamente integrata al corpo macchina – privo quindi di appendici sporgenti -, cerchi in lega di grandi dimensioni e un posteriore che segue (o anticipa dato che è difficile sapere chi per primo l’ha utilizzato) un trend stilistico di cui (per ora) la massima esponente è Audi R8. La concept car sportiva LF-A e’ stata presentata per la prima volta in anteprima al NAIAS nel 2005, con l’intento di esprimere una nuova e audace direzione stilistica della marca Lexus e presentata come rivale diretta della Ferrari. Gli obiettivi prefissati per la nuova LF-A non differiscono sostanzialmente dal concetto originale: realizzare una supercar con prestazioni di prim’ordine.

Come per tutti i nuovi veicoli Lexus, lo stile della LF-A e’ improntato al concetto di design L-finesse. Un concetto utilizzato in passato per dare forma alla prima LF-A e adesso per rifoggiare e ridefinire questa ultima versione. Lexus ha perfezionato ulteriormente lo stile della nuova LF-A, accentuandone l’aspetto esotico e conferendo una maggiore enfasi alle superfici incurvate e ai dettagli intriganti. Come sul modello originale, anche sulla LF-A gli organi di trasmissione sono alimentati da un motore V10 ad alto numero di giri. La collocazione del motore, unitamente al blocco cambio-differenziale posteriore, assicura un’ottima distribuzione del peso. La potenza, le eccellenti caratteristiche aerodinamiche e la nuova linea fanno ritenere non solo possibile ma altamente probabile una velocita’ massima superiore a 300 km/h.Gli interni sono ricercati, appaiono di un colore chiarissimo, quasi immacolato, mentre il cruscotto assume una forma particolare, un lungo ripiano foderato con lo stesso tessuto della selleria fa da appoggio per il cruscotto in plastiche nere, dove troviamo il volante multifunzione dotato di particolari bilancieri. Le sedute sono ergonomiche, studiate per “contenere” alla perfezione nelle manovre più difficili.

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