Peugeot 206 1.6 HDi FAP: Test Drive

Mulhouse – Grinta da Leone!

Peugeot 206 1.6 HDi FAP: Test Drive. Mulhouse – Dal 1998, quando fu presentata al pubblico, la Peugeot 206 continua a essere una delle compatte più apprezzate del mercato. Ad arricchire la gamma della piccola francese arriva ora una nuova motorizzazione diesel: un moderno 1.6 HDi che si affianca ai già noti 2.0 HDi da 90 cv e 1.4 HDi da 68 cv, cercando in qualche modo di mettere d’accordo prestazioni e costi di gestione.

Prestazioni … ecologiche Con una cilindrata di 1. 560 cm3, il nuovo HDi sviluppa una potenza massima di ben 110 cv a 4.000 giri/min. e una coppia di 240 Nm a 1.750 giri/min. (che può salire temporaneamente fino a 260 NM grazie una funzione di “overboost”). Questo propulsore è il più potente tra i diesel installati sulla compatta francese e promette prestazioni realmente brillanti, con un tempo di 9,9 sec. per passare da 0 a 100 kmh e una velocità massima di 190 kmh. Il tutto con buone percorrenze per la categoria: 6 litri100 km nel ciclo urbano, che diventano 4,1 in quello extraurbano.
Buone notizie per chi ricerca costi di gestione contenuti senza mortificare per questo il piacere di guida, dunque, ma anche per gli automobilisti più sensibili alle tematiche ambientali. Il 1.6 HDi è infatti dotato del filtro attivo antiparticolato FAP di seconda generazione, in grado di catturare il particolato e bruciarlo dopo circa 1.200 km. Gli intervalli di sostituzione del filtro sono stati aumentati e l’operazione si effettua durante la normale manutenzione, prevista dopo 120.000 km.
Analizzando più in dettaglio il quadro tecnico del nuovo propulsore, si scopre che è lo stesso già impiegato nelle gamme 307 e 407 e deriva direttamente dal DV4 che equipaggia la 206 1.4 HDi: è un quattro cilindri in alluminio, in regola con le norme Euro 4, con testata a 16 valvole con doppio albero a camme in testa.
Dotato di un turbocompressore Garrett tipo GT 15 a geometria variabile e inerzia ridotta, integrato da un intercooler aria/aria, ha un impianto d’iniezione diretta Common Rail Bosch della seconda generazione, la cui pressione può variare tra 250 e 1600 bar. Il cambio è a meccanico a cinque marce, mentre i rapporti sono stati rivisti in funzione delle specifiche caratteristiche di potenza e di coppia del motore.
Quattro versioni e una serie speciale Esteticamente la 206 equipaggiata con il nuovo 1.6 HDi ripropone senza variazioni la linea ben nota della compatta francese, caratterizzata da superfici curve e all’anteriore dai fari che si prolungano verso il cofano motore. Sul mercato da sei, la 206 si è sottoposta a un leggero restyling nel 2003 che ne ha perfezionato l’estetica ed implementato notevolmente la dotazione di serie: rimanendo in tema di design, la piccola “Enfant Terible” continua a vantare forme piacevoli ed anche gli interni, semplici ed assemblati con cura, risultano piacevoli e tutto sommato in linea con le più recenti proposte della concorrenza europea e giapponese.
Appena presentato, il nuovo motore 1.6 16V HDi viene proposto su quattro versioni: XS (con carrozzeria a tre porte e station wagon), con un look sportiveggiante; XT (tre/cinque porte); la più grintosa GTi (tre porte e SW); infine la Ciel a cinque porte, caratterizzata dalla presenza del tetto panoramico in cristallo. A questi allestimenti si aggiungerà a fine giugno la serie speciale Rouge&Noir, per la tre porte e la SW, della quale non sono ancora state rese note le caratteristiche.
Su strada 109 CV e 240 Nm di coppia massima sono valori estremamente interessanti per un propulsore di così piccola “taglia” e, se applicati ad un peso piuma come la Peugeot 206, possono generare quel giusto mix di prestazioni e consumi ridotti al lumicino che da qualche anno sembra aver definitivamente conquistato il pubblico europeo.
Tempi duri per i benzina, ma c’era da aspettarselo: consumi e prestazioni a parte, questi turbodiesel di nuova generazione hanno saputo conquistare la leadership anche in tema di silenziosità e di qualità di erogazione della potenza, rendendo sostanzialmente impari una sfida a parità di cilindrata con i “fratelli” alimentati a verde.
“I perché del diesel” a parte, la 206 1.6 HDi ha dimostrato su strada essere la proposta più equilibrata all’interno del proprio listino, perché le prestazioni sono davvero eccezionali, gli allestimenti ricchi e completi ed il prezzo di vendita abbastanza equilibrato.
Schiacciando il pedale del gas, il propulsore riprende con grandissima prontezza e non c’è bisogno di “scervellarsi” con il cambio per mantenere il regime di rotazione oltre i 2.000 giri: coppia e potenza rendono piacevole la guida già dai 1.750 giri e non si sente particolarmente bisogno di una marcia in più, perché le prime tre marce sono piuttosto corte mentre la quarta, ma soprattutto la quinta marcia, svolgono egregiamente il loro compito di “passiste”.
La 206, nonostante una lievissima tendenza al sovrasterzo in rilascio, si dimostra estremamente sicura grazie all’ottimo lavoro delle sospensioni e ben vigilata, soprattutto nelle manovre di emergenza, dal sistema di controllo della stabilità ESP offerto di serie.
L’impianto frenante, identico a quello offerto con la motorizzazione due litri a benzina, è in grado di assicurare ridottissimi spazi d’arresto ed una modulabilità a prova di neofita. Non manca il sistema ABS di ultima generazione coadiuvato, come al solito ormai, dal ripartitore elettronico della potenza frenante EBD.
Quanto costa 206 HDi? Con un prezzo che parte dai 15.900 euro delle versioni XT e XS per arrivare ai 17.400 euro della GTI, anche con il 1.6 HDi la 206 propone di serie una valida dotazione di sicurezza, che prevede tra le altre cose il sistema di assistenza alla frenata di emergenza, l’ESP, l’ABS e due airbag anteriori, mentre per il comfort sono di serie il climatizzatore e il servosterzo.

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