Peugeot 308 SW – Test Drive

Stretching di primavera per la compatta 308, che darà fastidio a station “tradizionali” e monovolume

Peugeot 308 SW – Test Drive. Peugeot 308 SW è l’ultimo capitolo di una saga piuttosto nota, sin dal debutto nel 2002 della derivata in abito lungo su base 207. Una sigla che, nonostante le apparenze, nulla spartisce con l’abituale acronimo di Station Wagon: SW è un concetto che sta a cavallo tra la familiare e la monovolume, prendendo i pregi un pò per parte e (ovviamente) lasciando dove sono alcuni difettucci peculiari. E’ quindi lunga ma non ingombrante, alta ma non troppo, spaziosa e luminosa senza dimensioni da veicolo commerciale. Il mix perfetto? Stando ai dati di vendita sembra proprio di sì. Robusta Ad un primo sguardo, la Peugeot 308 SW non nasconde le sue forme paffute e simpatiche, sintomo di una certa cura anabolizzante sia rispetto alla berlina che alla precedente generazione siglata 307. Il frontale sorride, caratteristica di famiglia, con una calandra per la quale abbiamo ormai esaurito le similitudini. Belli anche i gruppi ottici allungati sul cofano, che contribuiscono ad una veduta generale decisamente aggressiva ed affievoliscono la sensazione di altezza del corpo vettura in combutta con il tetto panoramico Ciel. Dietro il discorso si fa più complesso, visto che la sagomatura del baule è “cosa nuova” in casa Peugeot. Giudizio ottimo per l’ampio lunotto, arrotondato sui fianchi, mentre la parte bassa ad effetto fondoschiena brasiliano necessita di qualche minuto per essere apprezzata completamente. Voto complessivo buono, forse anche qualcosina di più se si premia l’originalità della scelta stilistica appena citata.

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