Prova nuova Hyundai Kona 2018: Crossover compatto poca spesa e tanta resa!

È la risposta del Costruttore coreano alla Opel Mokka X, la Renault Captur, la Nissan Juke e diversi altri concorrenti. Ed è indubbiamente una ottima risposta. Abbiamo guidato la versione diesel da 115 cavalli.

È un ring affollato e molto competitivo quello in cui è salita anche Hyundai con la sua Kona. E lo fa con un modello che prevede una piattaforma d’offerta tra le più complete. Anzi, la più completa perché in gamma è previsto il motore benzina T-GDI da un litro e 120 cavalli e 177 cavalli con cambio automatico doppia frizione a sette rapporti e trazione integrale poi il diesel 1.6 CRDi da 115 cavalli e 136 cavalli a due e quattro ruote motrici e l’automatico 7DTC e, infine, l’elettrica che viene offerta in due configurazioni: la base con batterie da 39,2 kWh e motore da 100 kW (136 cv) e autonomia di 312 km e una versione più pepata con batteria da 64 kWh e motore da 150 kW (204 cv) con una autonomia di ben 482 km calcolate, ambedue, con il nuovo e più severo ed attendibile ciclo WLPT. E adesso vi sfido a trovare, su un singolo modello, una offerta altrettanto completa.

Architettura e allestimento

A leggere la scheda tecnica le geometrie sono quelle classiche, tanto per andare sul sicuro. Parliamo dell’affidabile McPherson all’anteriore e asse torcente al posteriore con la versione integrale che monta il più raffinato Multi-link. Gli interni sono accurati, ma meno funky di alcune proposte della concorrenza anzi il nero imperante, padiglione incluso, contrasta non poco con un esterno caratterizzato da una tavolozza di colori disponibile molto vivace e con tetto a contrasto. Per fortuna che le cuciture e i decori a contrasto buttano lì una nota di colore altrimenti assente. Ma intendiamoci, a me piace così, ma se è vero, com’è vero, che il segmento occhieggia non poco ad un target femminile, un tocco di colore più deciso anche all’interno non avrebbe stonato.

Sono quattro gli allestimenti: Classic, Comfort, Xpossible e Style ed a seconda del livello di allestimento troviamo un infotainment via via più raffinato con pannelli da 5” a 8” e con l’immancabile compatibilità Apple Car Play ed Android Auto. Proprio la presenza di questo schermo centrale in stile tablet che emerge dalla consolle centrale conferisce all’ambiente un tocco molto sofisticato accentuato anche dall’inserto soft-feel del cruscotto e dalla presenza, per la prima volta in gamma Hyundai, dell’Head-Up display. Un insieme rigoroso, ma non troppo, che a me ha particolarmente convinto così come i sedili montanti in alto e ben regolabili. C’è molto spazio e le disposizioni dei controlli ragionevolmente chiari rendono la Kona una vettura facile e immediata da capire e guidare.

L’estetica è in linea con quello che piace oggi. Un design piuttosto marcato, linee tese ed il frontale con l’accattivante “Cascading Grille” stilema della Casa e un gruppo ottico zeppo di carattere con le luci diurne a LED posizionate sopra i fari anteriori.

Le sensazioni su strada

Con il poco tempo a disposizione e, confesso, una maggiore istintiva curiosità nella versione elettrica, ho provato brevemente la declinazione a gasolio con il 115 cavalli 1.6 litri e cambio manuale a 6 marce che dopo poche centinaia di metri mi ha convinto. Anche pagando una buona dose di cavalli in meno rispetto all’unità gemella da 136 cavalli, l’ho trovato più che adeguato per spingere allegramente i 1.318 chili di massa della Kona.

Il tiro a media coppia è buono, l’accoppiamento con un cambio manuale pronto, sufficientemente spaziato e preciso è eccellente e raramente sia ha la sensazione di non farcela. Le curve si affrontano con una piacevole esplosione di zelo con una risposta iniziale dello sterzo pronta e precisa mentre nelle curve più strette forse devi darne più di quanto ti aspetteresti. Il movimento della cassa è abbastanza controllato e, complessivamente, diventa anche divertente forzare in appoggio per vedere quanto la Kona risponda volenterosa e attenta alle velleità sportive di chi la guida. È evidente, però, che non nasce per questo scopo, ma la curiosità di vedere come si comporta strapazzandola un po’ non è per niente un compito ingrato.

Pur non avendola provata in autostrada, quanto sul tortuoso srotolarsi delle strade dolomitiche, ho percepito tutte le fonti di rumore ben smorzate e l’idea che mi sono fatto è che , sulle lunghe distanze, questa Kona ti assicuri un lavoro piuttosto leggero al riguardo con una silenziosità piacevole e riposante. L’abitabilità anteriore è all’altezza delle aspettative, così come quella posteriore dove due adulti viaggiano benissimo, tre non male. Ottimo lo spazio a disposizione e un bagagliaio che facilità il carico grazie
all’assenza di uno scalino.

Proprio la Kona inaugura il debutto sui modelli della Casa dell’HUD (Head Up Display) che va ad impreziosire ulteriormente un pacchetto infotainment che prevede un pannello centrale da 8” che integra Apple CarPlay e Android Auto. Immancabile anche sulla “piccola” della famiglia SUV lo Hyundai SmartSense che colleziona frenata autonoma di emergenza con rilevamento pedoni e veicoli, mantenimento corsia, illuminazione degli angoli e gestione degli abbaglianti, l’avviso di possibili urti al posteriore ed il rilevatore angolo cieco. I prezzi vanno dai 18.800 Euro della versione benzina 1.0 nella versione Style ai 38.080.000 della 1.6 diesel DTC 4WD.

Conclusioni

La Hyundai Kona fa certamente la sua figura e merita un posto al sole nel sub-segmento B delle SUV. Anche nella configurazione base si ottengono molti equipaggiamenti standard comprese utili funzionalità relative alla sicurezza attiva. Se ancora gli manca qualcosa per issarsi al vertice della categoria, forse una esperienza complessiva meno lucida di quanto offerto da Seat Arona o Renault Captur, con la presenza anche della versione elettrica (che abbiamo provato qui) Hyundai può davvero dire di avere un prodotto da offrire ad un mercato sempre più interessante.

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