Volvo V50: Test Drive

Finezze… pericolose La chiave intelligente, di cui è dotata la V50, non tiene conto della testa dell’automobilista. Le portiere si aprono semplicemente tenendo in tasca la “key” elettronica e impugnando la maniglia, e una volta dentro, il motore viene acceso non con “quella” chiave ma con un’altra chiave già inserita nel cruscotto. Ma immaginate questa […]

Finezze… pericolose La chiave intelligente, di cui è dotata la V50, non tiene conto della testa dell’automobilista. Le portiere si aprono semplicemente tenendo in tasca la “key” elettronica e impugnando la maniglia, e una volta dentro, il motore viene acceso non con “quella” chiave ma con un’altra chiave già inserita nel cruscotto. Ma immaginate questa scena. Marito e moglie si trovano davanti alla loro V50, lui tiene in tasca la chiave elettronica, lei afferra la maniglia, entra, mette in moto e parte. Lui se ne torna a piedi mentre lei va a fare la spesa, tanto la macchina parte e va anche senza la chiave intelligente.
Ma se lei a questo punto spegne il motore, scende e chiude la portiera, senza la chiave intelligente (rimasta nelle tasche del marito) non potrà più entrare nella sua auto. Attenzione quindi. E attenzione anche alle manovre in spazi stretti. I bellissimi specchietti retrovisori esterni contengono infatti anche gli indicatori di direzione, il cui vetro trasparente però sporge rispetto al profilo della cornice in plastica. Se si tocca un muro, addio “freccia”.
I prezzi e le rivali Costa tanto oppure no? Per trovare dentro di sé una risposta bisogna considerare che per Volvo la V50 merita di diritto di entrare nella categoria “premium” e quindi di fatto duellerà con station medie di prestigio del calibro di Audi A4 Avant, BMW Serie 3 e Mercedes Classe C SW. E’ evidentemente alla luce di queste concorrenti che bisogna dunque inquadrare il listino: si va dai 25.700 euro della V50 2.4 benzina da 140 cavalli nell’allestimento base (Kinetic), ai 34.975 euro della T5 da 220 cavalli con allestimento top (in Svezia hanno deciso di chiamarlo Summum). Il modello che attrarrà di più la clientela italiana , il diesel 2 litri da 136 cavalli, costa 26.250 nell’allestimento Kinetic, 28.600 in quello intermedio denominato Momentum e 31.375 nell’allestimento Summum.
L’eredita’ Un’eredità pesante, quella lasciata dalla vecchia V40. A guardare solo le cifre italiane, si capisce che la station “entry level” di Volvo è stato un vero e proprio best seller, con 62.000 auto vendute in sette anni vita, (con record, 11.050, nel ’97), mentre nel 2003 le V40 consegnate sono state 5.200: tante, visto che il modello cominciava ad essere datato. Ma la V40 ha convinto anche gli automobilisti del resto del mondo: 650.000 auto prodotte in sette anni, record produttivo segnato nel ’97-’98 (106.000 auto), 50.000 unità prodotte nel 2003. Dulcis in fundo, una produzione prevista fino al prossimo giugno di 18.000 auto, nonostante questo sia l’anno dell’entrata in scena della discendente V50.
Il labirinto delle sigle Vale la pena addentrarsi per un attimo nel labirinto delle sigle di Volvo. Lontani i tempi delle 240 e delle 740 berline (con il 5 finale erano station) ora bisogna fare i conti con la sigla S per le berline e V per le station. Ma non è finita: le decine pari sono berline, divise per dimensioni, così si va dalla “piccola” S40, si passa dalla media S60, e si arriva all’ammiraglia S80.
Le decine dispari indicano le station, pure divise per dimensioni: ed ecco la V50 e la V70. Quanto alle Suv, hanno denominazione XC seguita dal numero (decina dispari: XC70 è la quattro ruote motrici derivata dalla V70, mentre la sorella maggiore che sfida le grandi Suv tedesche è la XC90). Infine la C, che indica la cabriolet di casa: per ora si chiama C70, ma è facile intuire un prossimo cambiamento di nome con l’avvento della nuova cabrio (già in cantiere, verrà realizzata con la carrozzeria Pininfarina). E se è vero che la cifra a due numeri è legata alle dimensioni, tutto fa pensare che la nuova cabrio Volvo si chiamerà C50.
Gli obiettivi I numeri futuri della V50 sono importanti. Volvo punta a produrne quest’anno nel mondo 75.000, di cui l’80% in Europa, il 10% negli USA, il 5% in Giappone e il 5% in altri Paesi. Quanto all’Italia, i volumi sono quantificati in 8.000 unità nel 2004 e 10.000 nel 2005. La parte del leone, ma questo ormai non sorprende più nessuno, la farà la motorizzazione turbodiesel: 85%.
Il target e il lancio sul mercato L’identikit del “volvista” che decide di staccare l’assegno per una V50 è ben chiaro nella mente della casa automobilistica svedese: “Chi fa un passo avanti nella vita, una coppia che decide di avere dei bambini, una persona che abbia ricevuto un incarico professionale più qualificante, o chi sente di avere maggiori necessità di trasporto collegate alle proprie attività del tempo libero. Insomma, persone che desiderano un’auto di categoria premium, con aspirazioni sportive e la necessaria versatilità”. La V50 sarà in concessionaria da metà aprile, quando inizieranno le consegne. Piacerà ai giovani (30-40 anni), mentre resta un dubbio sui gusti dei “duri e puri” del marchio svedese, quelli che ancora ricordano le 240 e 740: lunghe, lunghissime, spigolosissime. E indistruttibili, come solo i miti possono esserlo.

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