Derbi Mulhacèn 659 – Test Ride

Non passa certo inosservata e ci si diverte davvero!

Emozioni ritrovate
Talvolta si può guidare quasi automaticamente senza prestare molta attenzione alle proprie emozioni, vuoi perché la strada che stai percorrendo non ha le caratteristiche giuste, vuoi perché il mezzo che stai cavalcando non te le dà, le emozioni. Nel caso di Muhlacèn 659 al contrario, è assai improbabile non provare dei moti interiori, in qualsiasi caso. Il sorriso di cui parlavamo all’inizio nasce proprio da qui. Il piacere di guidare si fa tangibile e concreto: le dimensioni contenute ed il peso ridotto (162 kg dichiarati a secco) sono un primo elemento a favore; ne deriva una maneggevolezza esemplare che, tradotto, significa rapidità nei cambi di direzione e frenata efficace ( anche se avremmo preferito una leva dall’effetto meno spugnoso). Lo spazio a bordo, a dispetto delle misure “mignon”, è più che buono anche per i lungagnoni come noi; in questo siamo favoriti dalla forma del serbatoio, che ci è piaciuto molto, il quale consente di inserire le gambe dando la sensazione di dominare bene il mezzo. La sella, in verità un po’ troppo dura anche per medi trasferimenti, contribuisce alla giusta impostazione di guida una volta saliti e durante la marcia, permettendo spostamenti del corpo in tutta facilità. No, non ci siamo dimenticati del motore; è che l’elenco delle cose buone di questa nuova creazione Derbi è piuttosto lungo: il propulsore della Muhlacèn 659 è il noto monocilindrico 4 tempi raffreddato a liquido prodotto da Yamaha/ Minarelli, dotato di cambio a 5 marce ed avviamento elettrico. La sua applicazione alla nuova Derbi sembra piuttosto azzeccata, sia per la potenza erogata (47 Cv) in rapporto alle caratteristiche del mezzo, sia per come viene erogata. Sul misto, grazie alla progressiva erogazione, senza strappi anche dai regimi più bassi, è possibile prodursi in divertenti evoluzioni, inanellando curve e controcurve con grande disinvoltura, ben sapendo di essere supportati da un’adeguata potenza e coppia motrice. Anche il cambio, sempre preciso e facile negli inserimenti delle marce ( ottima anche la frizione), offre il suo prezioso contributo al piacere di guida.
Tenendo conto dello spirito che guida la nuova 659 spagnola, ci siamo cimentati su un breve sterrato, vogliosi di verificare se la sua ecletticità fosse reale: in effetti, Muhlacèn 659 permette anche di prodursi in queste digressioni, a patto però di non esagerare.
Il raggio d’azione della nuova creatura Derbi è quindi piuttosto ampio, e regala grandi gratificazioni a chi la guida, il quale potrà chiudere un occhio se sentirà qualche vibrazione di troppo sulle pedane oppure se sarà scarsamente protetto dall’aria negli spostamenti veloci. Durante queste fasi si potrà comunque gustare l’originale strumentazione composta da un pannello completamente digitale con display retroilluminato (in 5 gradazioni diverse) con funzioni di contakm (totale e parziale), contagiri (rappresentato in due modi) e tachimetro, aggiunto ad una batteria di 5 spie luminose che indicano fari, frecce, temperatura del liquido di raffreddamento, riserva di benzina e folle.

Dal concessionario
L’obbiettivo di realizzare una moto dalle peculiarità esclusive, anche dinamiche oltre che estetiche sembra essere stato raggiunto. In quest’ottica si può soprassedere su alcune imperfezioni sulle finiture, sicuramente dovute ad una “frettolosità” tipica dei modelli pre-serie usualmente corrette in fase di vera e propria produzione. Derbi Muhlacèn 659 sarà disponibile dai concessionari dalla fine del mese di maggio 2006 con un prezzo fissato chiavi in mano di 7.500 Euro.
Un grazie infine a Dainese (www.dainese.com) che ha protetto il tester di Infomotori.com. Leo aveva infatti casco, giubbotto, guanti e stivali della marca vicentina che – come buona abitudine – si sono mostrati all’altezza della situazione per vestibilità, praticità e con la certezza di essere sempre ben protetti dagli imprevisti.
Derbi Mulhacèn 659 – Test Ride. Barcellona – Se qualcuno avesse sbirciato sotto la visiera del nostro casco finita la prova della Derbi Muhlacèn 659, avrebbe scoperto un sorriso a 32 denti stampato sul viso: perché è così che si è manifestato il nostro apprezzamento per quest’ ultima creazione della casa spagnola Derbi. Anch’essa è frutto della vivacità industriale dell’azienda catalana, che sforna novità a getto continuo e contribuisce a consolidare i bilanci di Piaggio, di cui Derbi fa parte.
Strana… ma vera
Chi vede la Derbi Muhlacèn 659 per la prima volta di sicuro non resta indifferente. Il suo design, volutamente ispirato alle scrambler del passato che evocavano sentimenti di libertà assoluta, colpisce ed attira l’attenzione della gente comune, che si gira incuriosita al passaggio di questa novità spagnola. Le quote dimensionali assolutamente contenute, le grandi ruote da 18” con pneumatici misti e il voluminoso scarico sono alcuni degli elementi caratterizzanti l’estetica di questa moto, che vuole trasmettere emozioni non soltanto da ferma, ma anche e soprattutto nella guida. La componentistica è di qualità: fanno bella mostra di sè la forcella Marzocchi da 43 mm, i dischi Wave dal profilo dentato sui quali lavora anteriormente una pinza ad attacco radiale e pompa radiale, entrambi forniti da Brembo, e l’originale sistema ammortizzante posteriore, dotato di un monoammortizzatore posto sul lato destro del forcellone oscillante (in alluminio fuso) che lavora unitamente ad un sistema di bielle per garantire la progressività dell’insieme. L’originalità quindi non manca, ed il richiamo alle moto da dirt-track del passato è evidente; resta da verificare se la presenza di queste prelibatezze tecniche, avvolte in un vestito completamente inedito, si traduce poi in piacere di guida.

Tag:
ARTICOLI CORRELATI
RUOTE IN RETE