Moto Morini Tracker 9 e 1/2

Dagli USA a Bologna, ecco una flat track: si chiude l'era delle moto intelligenti per lasciare spazio a quelle che muovono l'anima

Moto Morini Tracker riprende un concetto tutto americano che nasce da quelle competizioni selvagge che in qualche modo hanno anticipato la filosofia del supermotard. Nata negli anni 60, la disciplina del Flat Track deriva dallo Speedway dal quale eredita le tipologie di circuiti ma le differenze fra l’uno e l’altro sport si evidenziano proprio nelle moto utilizzate: quelle da Speedway sono decisamente lontane dall’idea comune che abbiamo delle moto mentre quelle per il Flat Track sono molto vicine alla produzione di serie. Tanto che, ad esempio, già Harley-Davidson ha recuperato stili visti nelle competizioni per realizzare la XR750 ed ora anche la XR1200.

Sogno o son desto?
Per il momento, però, questa flat track racer è solo il frutto della creatività e della passione dell’amico Oberdan Bezzi che ce la descrive come una moto trasversale che, nonostante le citazioni al mondo USA nell’estetica, incarna molte tipologie motociclistiche. Infatti, la conformazione di base è quella tipica di una naked non estrema, però l’assetto di guida è anche molto vicino a quello delle motard di grossa cilindrata e le ruote a raggi, con l’anteriore da 18” e la posteriore da 17”. A ciò si aggiunge un profumo da scrambler che ricorda anche quella proposta proprio da Moto Morini.

Dunque questa Tracker 9 e 1/2 – anche se di circa 1200 cc – vuole essere un mezzo capace di accontentare una vasta gamma di utenti che non cercano la cosidetta moto "intelligente", ma che in realtà ne sarebbero attratti se condita con i giusti elementi. Il pubblico potrebbe essere il più eterogeneo, dal Monsterista stanco di avere una moto ormai inflazionata,all’amante del custom, che avendo capito che il fenomeno è in netto declino vuole però continuare a sognare a stelle e strisce a chi semplicemente vuole una moto “ruote e motore” per andarci a spasso per anni senza che passi di moda.

L’intera gamma
Nella gallery che vi proponiamo, troviamo al concept bike che anticipa il modello di serie e si dimostra appena estremizzata nei contenuti: senza fari né frecce, codino accorciato e monoposto, tabelle porta-numero, priva dei tamponi para-telaio, con ruote nere senza le bordature rosse decorativi ma anche con serbatoio più piccolo in livrea tricolore da gara. La versione “street legal” è disponibile sia in base rossa che blu (quest’ultima denominata “S”): a colpo d’occhio è caratterizzata dal piccolo faro tondo anteriore, manubrio alto e largo che sovrasta i grossi steli delle forcelle, serbatoio a goccia con grafiche vintage e al posteriore uno scarno codino che cede la scena al doppio terminale di scarico a “tromboncino”. Di serie viene fornita con il copricodino asportabile per lasciare spazio – non molto, per la verità – al passeggero. Infine, la versione “RR” con grafiche riviste e tabelle laterali porta-numero.

Ricordiamo che la base tecnica è comunque di tutto rispetto e potrebbe avere successo anche su mercati evoluti che amano i prodotti di qualità, soprattutto se Made in Italy. Ad esempio nel mercato americano dove amano i mezzi dal gusto retrò e con stilemi da special.

Non a caso, questa flat track è stata disegnata con il logo della Morini sul serbatoio considerato l’interesse che la Casa ha dimostrato nei confronti di moto passionali come la Scrambler o la Corsaro. Chissà che a Bologna non si stia già pensando alla Tracker…

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