Nuova Yamaha R6

Design mozzafiato e tante novità in ogni settore per la nuova “mangiapiste” giapponese.

Nuova Yamaha R6. Alla sua prima apparizione all’Intermot ‘98, l’R6 lasciò il pubblico senza parole per via di dimensioni e peso ridottissimi, il motore dalla potenza record ed una ciclistica sopraffina. Un nuovo modo di concepire una media super-sportiva, che ha dato subito grandi soddisfazioni alla “Casa dei tre diapason” in termini di vendite ma anche nelle competizioni, visti i tre titoli mondiali Supersport conquistati in quattro anni di gare. Un “curriculum vitae” importante e da migliorare, se possibile, per la nuova generazione della media Yamaha, che si trova a dar battaglia ad una concorrenza agguerrita e più “racing” rispetto all’anno del suo primo debutto.
E’ stato difficile, a detta degli ingegneri giapponesi, creare un prodotto migliore del precedente. La progettazione è stata pianificata cercando di sviluppare quattro obiettivi principali molto chiari: migliorare le prestazioni in curva (sia su strada sia su pista), aumentare la cavalleria a disposizione, creare un nuovo design più aggressivo e ridurre le emissioni allo scarico fino al raggiungimento della soglia Euro2.
Il design Il design della nuova R6 è stato definito dalla Casa “New Edge”. L’intenzione del centro stile giapponese era quella di rendere ancora più aggressiva la linea della R6, pur mantenendo i tratti che l’hanno resa famosa in tutto il mondo. Rimangono quindi ai lati del cupolino i due gruppi ottici anteriori, rivisti nella tecnica e completamente ridisegnati: denominati “gatling”, hanno la particolarità di montare ognuno due lampade da soli 55W che garantiscono ottima visibilità ed una particolare uniformità nella distribuzione del fascio luminoso. Avvolgono, come al solito, una generosa presa d’aria completamente ridisegnata e capace di garantire fino a 6cv in più all’aumentare della velocità. Novità anche per il gruppo ottico posteriore che, seguendo la moda del momento, è a led. Il frontale basso (1.090 mm dal suolo) ed il codone slanciato, ricordano molto quello della precedente serie. Il serbatoio mantiene la capacità di 17 litri, ma ha una forma leggermente diversa per ospitare meglio anche i piloti più alti. Nuova anche la strumentazione, che ora ospita un contagiri dallo sfondo bianco e zona rossa a 15.500 giri, un nuovo display digitale ed un innovativo indicatore luminoso che si attiva consigliando i cambi marcia. Sarà disponibile, per il mercato europeo, una esclusiva versione “Special Edition Extreme Yellow” prodotta in soli 2.000 esemplari: ogni moto sarà identificata da una numerazione speciale, esposta su un’elegante targhetta in alluminio montata sulla piastra superiore di sterzo.
Il motore E’ stato completamente riprogettato, adottando una nuova tecnologia avanzata: la “pressofusione a riempimento controllato”, un brevetto Yamaha che permette di ottenere fusioni più precise per una migliore resa complessiva e una maggiore durata nel tempo. I cavalli a disposizione sono ora 117 a 13000 g/min, che in movimento possono salire fino a 123 grazie all’effetto “turbo” garantito dalle prese d’aria posizionate tra i due fari anteriori. Dati impressionanti, soprattutto se si pensa che la soglia dei 200cv per litro è stata abbondantemente superata! Tanta abbondanza non deriva solamente dal nuovo processo costruttivo, ma anche dall’adozione di un impianto d’iniezione elettronica con valvole a depressione, del tutto simile a quello della R1 M.Y. 2002. Consente una erogazione della potenza più fluida e lineare oltre che contribuire, assieme al nuovo scarico catalizzato, al raggiungimento dei limiti fissati dalle normative antinquinamento Euro2. Si guida senza tentennamenti anche “sotto coppia”, ma il vero cuore sportivo inizia a pulsare superati gli 8000 giri: ad acceleratore spalancato il raggiungimento della potenza massima a 13000g/min è fulmineo con un allungo costante fino ai 15.500 g/min, oltre i quali sia l’ago in zona rossa sia l’indicatore luminoso suggeriscono di cambiare…
La ciclistica Tutto nuovo anche il telaio Deltabox III. Alta rigidità e notevole leggerezza per garantire le massime performance sia su strada che su pista. E’ costruito interamente in pressofusione di alluminio ed è la prima volta che questa tecnologia viene applicata per una moto di serie. Rispetto al modello che l’ha preceduta, non variano ne l’interasse (1380 mm), ne l’inclinazione del cannotto di sterzo (24°), ma la geometria della forcella ha subito importanti modifiche: la piastra superiore è completamente nuova e il suo avanzamento, rispetto al canotto di sterzo, è stato ridotto di 5mm dal modello precedente. Gli steli della forcella, da 43 mm, sono ora più leggeri ed il nuovo mozzo della ruota anteriore è fissato con un totale di quattro bulloni. Queste innovazioni sono state studiate per aumentare la precisione della moto negli inserimenti e nelle percorrenze delle curve, mantenendo alto il feeling del pilota con l’avantreno. Le nuove ruote in lega a 5 razze riducono le masse non sospese, migliorando il lavoro delle sospensioni oltre che la maneggevolezza. Gli pneumatici adottati sono un 120/60-ZR17 davanti e un 180/55-R17 dietro, misure tipiche per una 600cc sportiva come l’R6.
Le colorazioni disponibili saranno tre: rosso corsa, grigio “tech” e blu Yamaha. Per quanto riguarda i prezzi, purtroppo non sono ancora stati definiti. Non dovrebbero comunque discostarsi molto da quelli della precedente serie.

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