Ultimissime: Addio Norifumi Abe

Fatale uno schianto in moto

Fanno spesso sorridere le affermazioni del mitico dottor Costa, angelo custode dei piloti di MotoGP. La sua grande esperienza lo porta a considerare i suoi “figli adottivi” come degli eroi immortali, capaci di risorgere dalle fratture e dagli incidenti con la rinnovata voglia di conquistare il gradino più alto del podio.

Così è stato anche per Norifumi “Norick” Abe, un pilota conosciuto ed apprezzato per il suo stile di guida sempre al limite del possibile. Persino un’altro dottore, Valentino Rossi, ha più volte dichiarato la sua simpatia per quel giapponese volante capace di far sognare nelle condizioni di guida più difficili. Abe di montagne ne ha scalate tante, uscendone sempre vittorioso. L’ultima, non su pista ma sulle strade di Kawasaki, è risultata troppo dura anche per lui.

Incidente
Non riusciamo a mandare giù il nodo che ci serra la gola. Perchè un pilota sa che in gara tutto può succedere, il rischio è una parte del suo mestiere. Su strada invece spesso ci sentiamo tranquilli, fiduciosi: se mi attengo alle regole e rispetto gli altri guidatori, come può succedermi qualcosa? Forse anche Norifumi ripeteva spesso queste parole, magari anche prima di trovarsi di fronte un camion in piena inversione di marcia su un tratto dove tale manovra è vietata. Nessuno spazio di manovra, nessuna via di fuga: l’impatto inevitabile è stato fatale al trentaduenne pilota di Tokyo.

Un’ingiustizia, certo, una fatalità, come quella che ha tolto all’abbraccio dei tifosi e dei familiari un altro campionissimo come Colin McRae. Ma ci vengono in mente anche Clay Regazzoni, Richard Burns, Daijiro Katoh, i nomi sono molti e sarebbe difficile ricordarli tutti.

Cordoglio
La Redazione di Infomotori.com, anche a nome dei propri lettori, è vicina alla famiglia di Norifumi Abe, e si unisce al dolore dei molti che ne hanno apprezzato le gesta, il sorriso e la passione. Speriamo anche che questi incidenti, di dominio pubblico perchè coinvolgono personaggi di spicco, servano anche ad accelerare il movimento mondiale a favore della sicurezza stradale. Perchè non è giusto morire a 32 anni, ed il modo migliore per onorare i tanti, troppi morti della strada è lavorare costantemente affinchè la loro scomparsa non sia stata inutile.

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