WRC Messico 2018: le dichiarazioni del team Citroën prima della gara

L'obiettivo è confermare il risultato della Svezia

Pierre Budar, Direttore di Citroën Racing “L’obiettivo è quello continuare sulla scia della Svezia, su un terreno di cui conosciamo bene le caratteristiche, e sul quale l’anno scorso abbiamo vinto per la prima volta nella storia della C3 WRC. Ma è risaputo che questa prima prova della stagione su terra è anomala, principalmente a causa dell’altitudine, e le carte possono essere completamente rimescolate. Kris è a suo agio: lo ha dimostrato nel 2017, e partirà da una posizione favorevole per centrare ancora una buona prestazione. Sono molto felice del ritorno di Sébastien e Daniel, che se anche avranno qualche difficoltà in più rispetto agli altri concorrenti, dimostrano la stessa serietà e la stessa determinazione del primo giorno, con l’obiettivo di fare un buon risultato. Con Kris e Paul, creano un team forte e di grande esperienza”
Kris Meeke “Il Messico, come la Catalogna, è uno dei rally su terra in cui l’anno scorso siamo andati forte. Da allora abbiamo anche apportato notevoli miglioramenti alla C3 WRC e ci sono buone possibilità di essere tra i primi. Molti dei nostri rivali avevano avuto problemi di affidabilità causati dall’altitudine e questa volta saranno sicuramente preparati al meglio. Rimane comunque una superficie che apprezzo: anche se non è possibile sfruttare il massimo della potenza, bisogna essere il più precisi possibile alla guida. Sono anche soddisfatto dei nostri ultimi test, abbiamo fatto ulteriori progressi, in particolare sull’ammortizzazione, in collaborazione con Öhlins. Anche Sébastien è di questo parere. E io non vedo l’ora di iniziare. Dovremo approfittare della nostra settima posizione già il primo giorno: è la chiave principale per ottenere un buon risultato”.
Sébastien Loeb “Questo rally mi è sempre piaciuto, quindi spero di divertirmi su queste speciali al volante della C3 WRC, che ritengo un’auto entusiasmante da guidare. Per il resto, ho gli stessi dubbi di tutti: spero di riuscire a tenere il ritmo, ma non posso valutare il mio livello rispetto agli altri, e quindi non vedo l’ora di partecipare. Non dimentichiamoci che questo è sempre un campionato mondiale, e gli altri piloti non sono rimasti ad aspettarmi in questi anni. Sono soddisfatto dei test effettuati, ho percorso più di 500 chilometri in due giorni, ho trovato la C3 WRC ben equilibrata, e ho l’impressione che sia migliorata ancora dalla mia ultima prova a fine 2017. Ho cercato di giocare tutte le carte possibili, anche guidando una DS3 WRC per ritrovare gli automatismi, e guardando i video on board delle edizioni precedenti. Il 28% del percorso mi risulterà nuovo, contro il 4 % per gli altri, ma va bene perché rimane comunque una delle prove che conosco meglio. I ricordi che ho di quel 72% già percorso risalgono a sei anni fa, e ho lavorato in modo da non arrivare completamente spaesato. Venerdì partirò undicesimo, e spero che questo mi aiuterà a riprendere i riferimenti, perché con queste regolazioni è necessario fare bene già nella prima tappa per non compromettere la gara”.

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