Mazda RX-8: Test Drive

Su strada: che brividi! E’ sera. La Mazda RX-8 mi attende nel parcheggio della Redazione. Chiavi alla mano, mi avvicino a piccoli passi, cercando di farmi un’idea più precisa di una vettura che, fino a quel momento, avevo visto solamente sfrecciare lungo le strade o ferma, nella bambagia della concessionaria. Un click sul telecomando, apro […]

Su strada: che brividi!
E’ sera. La Mazda RX-8 mi attende nel parcheggio della Redazione. Chiavi alla mano, mi avvicino a piccoli passi, cercando di farmi un’idea più precisa di una vettura che, fino a quel momento, avevo visto solamente sfrecciare lungo le strade o ferma, nella bambagia della concessionaria.

Un click sul telecomando, apro la porta e…mentre mi accomodo, noto subito come l’abitacolo sia estremamente avvolgente e non brilli certamente per spaziosità: l’impressione, è quella di avere tutto vicino, dalla strumentazione al volante, dal cambio al tetto…
Il massimo, insomma, per chi vuole concentrarsi al meglio sulla guida della vettura, un po’ “limitante” invece, per chi è abituato ai grandi spazi offerti dalle moderne berline…per non parlare poi di o SUV o monovolume…
I sedili sono sportivi, con sponde di contenimento molto accentuate, ma offrono un buon livello di confort: sono realizzati con pellami di prima qualità – forniti dalla vicentina Pelli Pasubio -, e vantano un disegno originale, con tanto di “rotore” in bella vista nella parte alta dello schienale.
Tutti i comandi sono facilmente raggiungibili e realizzati con grande cura, ma da un punto di vista funzionale, alcune funzioni relative all’impianto audio, al navigatore satellitare ed all’impianto di climatizzazione non sono immediatamente comprensibili.
La leva del cambio è corta e posizionata in modo ottimale sul tunnel centrale, che si estende sino ai sedili posteriori separandoli nettamente.
Sempre sul tunnel centrale, lato guidatore, trova posto una leva del freno di stazionamento dal design stravagante ma molto semplice da azionare. Rimanendo in tema di comandi, infine, si fa apprezzare la bella pedaliera in alluminio, estremamente “corsaiola” ed intonata allo spirito della vettura.
Il design della plancia è molto gradevole e personale: la strumentazione è composta da tre elementi circolari, con il tachimetro digitale incastonato nel contagiri che si trova in posizione centrale.
Il cruscottino, illuminato da una soffice luce blu, sembra dire “quando vuoi possiamo partire”…20 secondi di pazienza però, devo regolare il posto guida prima di dar fuoco…alle polveri!
Basta ruotare la chiave per un istante per dare magicamente vita alla strumentazione ed al birotore Renesis, che non vibra e suona in modo estremamente singolare.
Ma se la voce che si sente al minimo è da considerarsi “insolita”, quella udibile dai 6.500 ai 9.000 giri di strumento non è da considerarsi di tipo automobilistico: ricorda molto, infatti, quella di un piccolo aereo da turismo anche se, in prossimità della zona rossa, il richiamo è più vicino a quello di un aggressivo propulsore motociclistico a due tempi.
Le vibrazioni, sono ridottissime ad ogni regime. Si può marciare indifferentemente a 1.000 giri in sesta marcia o a 9.000 giri in seconda, senza alcun tipo di problema…qualità dell’erogazione a parte.
Fino ai 4.500 giri, infatti, la spinta offerta dal propulsore non è forte, decisa ed “infinita” come accade nei successivi 4.000 giri: superata quella soglia, infatti, gli 8.500 giri della zona rossa vengono raggiunti in un batter di ciglio, e la possibilità di allungare fino a 9.000 giri non rende pienamente giustizia alle possibilità di questo propulsore che, probabilmente, potrebbe raggiungere con grande slancio anche quota 10.000 giri!
Regimi da moto più che da auto, e proprio come le due ruote di categoria super-sport, questa vettura richiede un notevole uso del cambio per dare il meglio di sé: poco male, visto che il comando risulta facilissimo da azionare quanto fulmineo e preciso nei passaggi di marcia.
Contrariamente a quanto ci si potrebbe attendere, le sospensioni di RX-8 filtrano bene le asperità stradali. Certo, la marcia cittadina non è il suo forte, ma il ciottolato non le fa paura, così come non le fanno paura i nastri di asfalto, ricchi di curve e tornanti che corrono lungo le dorsali di colline e montagne.
Con il DSC in azione, la guida risulta semplice e ben vigilata. Si viaggia su di un binario, e anche le dosi di gas più massicce vengono correttamente placate dal controllo della trazione.
Con il DSC disattivato, la RX-8 cambia volto. Se chiamati, i controsterzi in uscita di curva arrivano puntuali, mentre una certa tendenza al “nervosismo”, prima tenuto a perfettamente bada dall’efficacia dell’elettronica, deve essere ora controllata agendo con precisione su volante, freno ed acceleratore.
Un vero spasso, insomma, per chi ama la guida sportiva, anche se è consigliabile disattivare il controllo della stabilità se e solo se si ha la reale percezione di quello che si sta facendo, meglio se in pista: 231 CV sono tantissimi, in particolar modo se applicati ad una vettura che pesa appena 1.350 kg e che scarica a terra la cavalleria sulle ruote posteriori…
In consumi? Un motore che gira a 9.000 giri non può che consumare tanto: 11 km/litro nella marcia fuori porta, 6.2 km/litro in città e…molto meno se si decide di affondare con frequenza il piede destro!
Quanto costa RX-8?
Bella, estrema, “intelligente”. Una vettura come la RX-8, a nostro parere, potrebbe costare anche di più dei 35.000 euro richiesti, almeno vedendo i prezzi delle soluzioni “tradizionali” offerte dalla concorrenza.

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