Honda Hornet 600 ’04: Test Ride

Anche la "vecchia" punge...

Honda Hornet 600 ’04: Test Ride. Lo stile è dinamico e personale, le qualità di guida sono tipicamente Honda ed il prezzo di listino è particolarmente interessante: un connubio di qualità perfettamente equilibrate, che hanno regalato ad Hornet 600 la palma di moto più venduta in Italia con oltre 10.000 unità immatricolate nel solo 2004…
In attesa di poter provare su strada il nuovo modello, vi proponiamo il test del M.Y. ’04, esteticamente simile alla nuova ma dotata di una ciclistica più semplice. Qualche pezzo è ancora disponibile presso le concessionarie ufficiali…e l’arrivo della M.Y. ’05 potrebbe sicuramente essere una carta interessante per spuntare qualche “punticino” di sconto in più…
Stile evoluto Rispetto al modello lanciato nel 1998, Hornet ’04 (ma vale anche per la gemella ’05…) sfoggia uno stile più moderno ed affilato grazie alla totale rivisitazione di elementi stilisticamente fondamentali quali il serbatoio, la sella e la coda. Anche lo sguardo è leggermente diverso: l’introduzione di un gruppo ottico dall’architettura più sofisticata, infatti, ha impreziosito notevolmente la vista frontale assicurando al contempo maggiore funzionalità e sicurezza. E’ ripreso direttamente dalla versione 900, invece, il gruppo ottico posteriore, che si integra alla perfezione con le linee di coda. Anche in questo caso, gli stilisti Honda hanno cercato di realizzare una soluzione “ad effetto”, in particolar modo quando illuminato, andando così a migliorare un dettaglio che sulla precedente versione risultava sin troppo semplice.
La strumentazione è composta da due strumenti analogici circolari all’interno del quale è integrato un pannellino contenente tutte le spie di servizio. Le indicazioni relative ai kilometri percorsi vengono indicate da un piccolo LCD integrato all’interno del tachimetro, mentre la temperatura del propulsore è indicata da una piccola lancetta all’interno del contagiri.
Cuore da sportiva Il propulsore della Hornet 600 deriva direttamente da quello della sorella CBR 600 F: quattro cilindri in linea, 16 valvole, raffreddamento a liquido ed alimentazione a carburatori…per un totale di 96 CV a 12.000 giri/min. e 63 Nm di coppia massima a 9.500 giri/min. Rispetto a quanto proposto per la versione “stradale”, però, sono state introdotte alcune modifiche che hanno permesso di plasmarne il carattere adattandolo alle esigenze di una moto che viene spesso usata alla stregua di uno scooter in città senza rinnegare un week-end fuori porta, magari in coppia.
I condotti d’aspirazione, ad esempio, presentano una forma più lineare che facilita di molto il passaggio diretto dell’aria, rendendo più fluida l’erogazione del motore. Anche l’accensione digitale computerizzata è stata modificata grazie all’introduzione di due mappature separate fra i cilindri esterni (1 e 4) e quelli interni (2 e 3), che meglio si adattano alle differenti fasi d’aspirazione e scarico, per ottenere così prestazioni più potenti e regolari a tutti i regimi. Non è stata lasciata da parte nemmeno una rivisitazione degli alberi a camme, più efficaci nell’attuazione delle valvole agli alti regimi, ed un filtro dell’aria modificato per una ventilazione più “stabile” ai carburatori.
Un motore potente ma che allo stesso tempo guarda con un occhio di riguardo all’ambiente: le sue emissioni, infatti, sin dal 2003 sono in regola con le normative antinquinamento Euro2.
Ciclistica semplice ma efficace Rispetto al modello presentato da pochi giorni al Motor Show di Bologna 2004, Hornet 600 ’04 propone una ciclistica meno evoluta ma comunque in grado di assicurare un ottimo compromesso tra facilità di guida e sportività. L’icona ciclistica della naked Honda è indubbiamente il telaio a “spina dorsale”. Si tratta di una configurazione stilisticamente affascinante, perché mette al centro dell’attenzione il propulsore sia da un punto di vista estetico – è completamente in vista – sia da un punto di vista dinamico, dato che funge da “elemento stressato” all’interno della architettura romboidale.
Rispetto al modello lanciato nel ’98, Hornet ’04 vanta un posizionamento del perno del forcellone completamente diverso, studiato per assicurare più maneggevolezza, ma anche sospensioni completamente riviste nella taratura. Uno dei difetti di Hornet, infatti, era la forcella sin troppo cedevole…che ha “costretto” molti proprietari ad una modifica post-vendita. Il movimento del forcellone a doppio braccio posteriore, invece, è regolato da un mono-ammortizzatore regolabile nel precarico. Alla voce “freni” Honda Hornet 600 risponde con due dischi anteriori flottanti da 296 mm abbinati a pinze a due pistoncini. Posteriormente, invece, una pinza con singolo pistoncino stringe un disco da 220 mm.
Su strada Qualche istante dopo essere saliti in sella alla Hornet, si viene colpiti dalla posizione di guida caratterizzata da una triangolazione sella/manubrio/pedane piuttosto “aperta”. Il vantaggio nella guida “rilassata” è evidente, perchè non si affaticano i polsi…ma anche i piloti di più alta statura hanno di che gioire, anche perchè le profonde svasature sul serbatoio permettono un perfetto alloggiamento delle gambe…
La sella bassa e ben imbottita, in ogni caso, pensa anche ai “fantini” ed al pubblico femminile, consentendo di raggiungere terra con grande sicurezza senza dimenticare il passeggero…che, a differenza di una super-sportiva, si può godere qualche cm2 di…“comfort” in più.
Il propulsore vanta un minimo estremamente regolare a caldo, ma richiede qualche istante di pazienza ed una bella giratina sul manettino dell’aria la mattina presto… E’ l’unico difetto dei carburatori, sostiene qualche “purista”, ed effettivamente guardando la cosa sotto un punto di vista “romantico” il ragionamento non fa una grinza: l’iniezione elettronica ha colmato grossi buchi ma ha anche limato gran parte di quell’emozionante ruvidità che ha caratterizzato – chi più chi meno – tutti i propulsori prima dell’avvento dei chip e dei software.
Con questo non vogliamo certamente dire che una volta in marcia il propulsore di Hornet sia scorbutico, anzi, ma l’entrata in coppia è – a nostro parere – sarebbe meno evidente e, probabilmente, meno emozionante se ci fosse l’iniezione elettronica. In sella ad Hornet, infatti, è un vero spasso superare lo scalino a quota 8.000 giri, perché il sound di scarico e di aspirazione prendono letteralmente il sopravvento “introducendo” un notevole cambio di ritmo da parte del contagiri…che viene proiettato ben oltre i 13.000 giri in pochissimi istanti.
Sotto, la situazione è completamente diversa. Hornet è un po’ vuota, in particolar modo tra i 2.000 ed i 4.000 giri mentre una volta oltrepassata la soglia dei 6.000 giri la situazione migliora notevolmente. In ogni caso, non si verificano irregolarità o buchi di erogazione e la guida della naked Honda di media cilindrata risulta estremamente semplice ed in grado di mettere a proprio agio anche i piloti alle prime armi.
Da un punto di vista ciclistico, Hornet vanta un comportamento tipicamente Honda: rotondità, buona precisione dell’avantreno ed una notevole capacità di “adattamento” ai diversi stili di guida, che permette ai più tranquilli di andare a passeggio ed agli smanettoni di sfruttare la notevole verve del propulsore. La maneggevolezza è di buon livello, in particolar modo a bassa ed alta andatura, mentre alle medie velocità, Hornet sembra più pesante di quello che in realtà e richiede una guida mascolina nei cambi di direzione e nel raggiungimento della massima inclinazione.
In uscita di curva, a gas spalancato, l’efficacia dell’ammortizzatore posteriore consente ad Hornet di non “sedersi” troppo limitando – passateci il termine automobilistico – il sottosterzo. Un comportamento che sconfina nel segmento delle sportive, in grado di soddisfare gran parte della clientela…e difficile da mettere in crisi, strade dissestate o polsi destri pesanti a parte… In staccata Hornet dimostra di essere stabile e ben assistita dalla forcella, che è notevolmente più rigida rispetto al passato anche se non vanta ancora una taratura da sportiva: entrate in curva alla Valentino Rossi dunque, sono ancora scongliabili, ma in un percorso guidato è possibile prendersi delle belle soddisfazioni…
Passando all’impianto frenante, infine, segnaliamo che, nonostante una pompa ed una pinza di tipo tradizionale, la potenza frenante è eccellente così come la modulabilità e la resistenza alla fatica. Lo sforzo sulle leve, inoltre, è davvero contenuto.
Quanto costa Honda Hornet 600? Hornet 600 ’04 è in vendita a 7.430 euro, ma è possibile che l’imminente arrivo della più performante M.Y. ’05 permetta di spuntare qualche punto percentuale di sconto in più: un vero affare per una moto con caratteristiche da…prima della classe.

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