Lexus IS-F – Test Drive Report

Edizione limitata a 71.500 euro per la sfidante di Audi RS4, BMW M3 e Mercedes C63 AMG

Lexus IS-F – Test Drive Report, Siviglia. Il marchio di lusso Toyota, nato nel lontano 1988, si distingue da sempre per raffinatezza, qualità dei materiali e stato dell’arte in quanto assemblaggio e silenziosità. All’immagine Lexus mancava solo un pizzico di sportività: lacuna presto colmata dalla granturismo LF-A e da questa aggressiva IS-F. Una berlina sportiva dalla missione non semplice. Innanzitutto, la nuova IS-F deve scrollarsi di dosso la nomea di “berlina-comoda-ma-poco-cattiva”: un po’ il leit motiv della produzione nipponica, nata come costola lussuosa del colosso Toyota. Secondo i dati ufficiali e le impressioni dei colleghi che l’hanno provata, la missione è compiuta. V8, 5 litri, 423 cavalli Il motore prescelto per la prima berlina sportiva Lexus è un poderoso V8 di 5 litri da oltre 423 cavalli e 505 Nm di coppia massima, un oggettino già visto nella eco-ammiraglia LS 600h, ma rivisto ed adattato. Architettura, potenza e coppia in gioco vi ricordano qualcuno? Esatto, proprio lei: Lexus IS-F nasce con l’intento di contrastare la recentissima BMW M3. Dal punto di vista prestazionale si parla di 4,6 secondi dichiarati per lo 0-100: la velocità massima tocca i 270 orari, ma lo scatto è da vera sportiva grazie anche al cambio automatico-sequenziale con levette di selezione dietro il volante e ben otto rapporti. Si tratta di un naturale step evolutivo della trasmissione utilizzata sull’ammiraglia LS460, con tempo di cambiata pari a 0,1 secondi in modalità Sport. Look da pistaiola D.O.C. Dal punto di vista estetico, bisogna dire che i tecnici Lexus ci sono andati giù pesante: i nuovi spoiler e le minigonne che integrano un evidente sfogo dietro le ruote anteriori, trasformano la sagoma discreta della IS in una vera e propria berlina pronto pista. Anche i cerchi BBS da 19 pollici e le griglie a nido d’ape concorrono alla radicale trasformazione di IS, giustificando la “F” di cui sopra. Tutte queste modifiche sono comunque accordate con maestria, dando origine a un insieme “cattivo” ricco di fascino.

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