Peugeot 307 CC: Test Drive. Saint Maximin - Dopo averla potuta ammirare in veste di originale prototipo al Salone di Parigi nel 2002, ed in versione definitiva nel corso del 2003, abbiamo finalmente toccato con mano le qualità della nuova CC del Leone, che si appresta ad arrivare nelle concessionarie nei mesi più freddi dell'anno per poi infuocare, come da buona tradizione 307, le già caldi estati europee.
Su strada
Non finisce mai di stupire la media del Leone, che in questa versione CC sfoggia una cura progettuale ed una attenzione per il dettaglio davvero maniacale, senza mettere mai in secondo piano la versatilità, il confort ed il piacere di una linea davvero azzeccata.
Salendo a bordo, si respira da subito un’aria raffinata, caratterizzata inequivocabilmente da quel tocco di modernità che anima tutte le ultime nate in Casa Peugeot.
Il posto guida è, per dimensioni, praticamente identico a quelle della versione berlina, così come lo spazio dedicato al passeggero anteriore. Trovare la corretta posizione di guida è un gioco da ragazzi, grazie alle molteplici possibilità di regolazione offerte da sedile e volante.
Ovviamente, visti gli ingombri della capote rigida ripiegabile, il divano posteriore paga qualche cm in termini di spazio ed un posto a sedere. Con questo, non vogliamo certo dire di essere di fronte ad una 2+2, perché la 307CC si pone ai vertici, in tema di spazio, tra le vetture del genere “open-air”, ma certamente non è possibile paragonarla alla berlina dalla quale deriva.
Sempre in tema di spazio, è da sottolineare la capienza del vano bagagli, paragonabile a quello di alcune utilitarie, in configurazione cabrio, ed a quello di una vettura di categoria superiore in modalità coupè.
Dopo un primo assaggio statico, avviamo finalmente i 136 CV del propulsore due litri “base” e partiamo per la nostra prima prova.
Già dopo pochissime curve, si capisce come la nuova CC del Leone conservi quasi inalterato l’assetto neutro e “confidenziale” delle 307, limitando le differenze con la “sorella” berlina al solo aumento, seppur molto contenuto, del sottosterzo, inevitabile visto l’aumento del peso al posteriore.
Un risultato indubbiamente positivo, visto e considerato che nel 90% dei casi, le versioni a cielo aperto pagano diversi punti, in tema di stabilità e tenuta di strada, nei confronti delle carrozzerie tradizionali.
Il merito di questo risultato è da ricercare indubbiamente nell’ottimo lavoro di messa a punto di scocca e sospensioni operato dai tecnici del Leone. Una vera e propria dimostrazione di forza, a dimostrazione di come sia ancora possibile realizzare vetture ben bilanciate senza ricorrere obbligatoriamente agli aiuti elettronici, comunque presenti di serie.
Tutte le versioni, infatti, sono dotate di serie del controllo della stabilità (ESP), che permette di riunire le funzioni legate alla frenata: antibloccaggio delle ruote (ABS), antipattinamento (ASR) e assistenza alla frenata di emergenza (AFU).
Discorso identico, per quanto concerne l’aspetto dinamico, vale anche per la più potente versione da 180 CV.
I 44 puledri in più nel motore si fanno sentire, in particolar modo agli alti regimi, regalando spinte più sostanziose ed una tonalità allo scarico più sportiva.
In questo caso, l’ago del contagiri ruota con un movimento più veloce, più nervoso, e la risposta al comando del gas è decisamente gratificante.
Una motorizzazione, quindi, caratterizzata da uno spirito molto sportivo, che costituirà la base dello sviluppo per l’erede della 206 WRC nel Campionato Mondiale Rally…
A capote chiusa, non abbiamo riscontrato, in alcuna delle 307 CC protagoniste della nostra, fruscii o particolari spifferi che possano arrecare fastidio, segnale chiaro e lampante di come Peugeot sia un punto di riferimento nella progettazione di questo tipo di carrozzerie.
Giudizio decisamente positivo anche dal punto di vista aerodinamico visto che, a tetto abbassato, tutti i passeggeri godono di una buona protezione dalle turbolenze aerodinamiche, con i passeggeri anteriori, ovviamente avvantaggiati, anche in virtù dei sedili abbassati di 5 centimetri.
Una vettura decisamente interessante, quindi, realizzata in serie con cura “artigianale”, senza dimenticare il piacere di guidare e la funzionalità che distingue tutti gli ultimi prodotti del Leone.